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lunedì 13 gennaio 2014
Abbiamo scommesso sul fallimento di questo paese e abbiamo vinto
Esce un film e torna inesorabile il provincialismo.
Possibile che in altri paese quando si parla di storie di provincia non scoppiano polemiche così becere?
Il film è ambientato in Brianza ma, a parte l'ambientazione perfettamente funzionale e simile al romanzo di ispirazione, parla di una provincia qualsiasi.
Di persone come noi, come te, che non si rendono conto del danno che fanno quando mettono come priorità la propria avidità, il proprio supervalutato egoismo.
E riducono altri ad un valore danaroso neanche tanto cospicuo (posto che ognuno di noi passa valere una cifra in denaro).
E c'è sempre qualcuno che paga e non ne sei consapevole, perso dentro un loop vuoto e vacuo.
Il film di Virzì "Il Capitale Umano" è un colpo al cuore.
Non più ironico e sarcastico o, meglio, non solo.
E' così crudele da sembrare fino alla fine innocuo ma colpisci dove deve.
Finiamola di perderci in discussioni sulla difesa delle proprio castello, pieno di stanze piene di roba ma vuoto di contenuti e senso.
Guardiamoci in faccia.
E' ora.
Perché questo film, come anche "La Grande Bellezza", sono duri.
Ed hanno la forza però di darci un allarme.
domenica 27 gennaio 2013
[Recensione Cinema] Django Unchained
Ci pensavo in questi giorni, dopo la visione del film.
Come recensirlo?
Essendo questo il mio blog dovrei seguire la linea (casuale) che mi sono dato.
Non essendo un cinefilo incallito, metto subito da parte qualsiasi analisi critica del film.
Forse la miglior strada possibile è quella delle sensazioni che si provano, senza nulla togliere al peso storico/culturale che Tarantino (e molti altri) hanno per il cinema.
Quindi bando alle ciance.
Django mi è piaciuto e consiglio di vederlo.
Detto questo, la recensione è bella che finita e dovrei chiedere scusa a chi legge per queste poche, banali considerazioni.
Chi mi conosce sa che un tipo di giudizio del genere a me sembra sempre limitativo.
Certo, definisce chiaramente il giudizio e lascia a chi legge l'idea dell'impatto che ha avuto su di me.
Direte (o direi):" sì va beh, e quindi? perché ci stai a far perdere tempo?"
Infatti ora vengono le considerazioni, magari molto asciutte e dirette.
Tiè, vi ho fregati!ah ah ah
Protagonista. Non mi ha coinvolto la sua storia e la sua motivazione. Non esce dal film. Mi sta anche antipatico e saccente senza però essere interessante.
La ricerca di sua moglie è decisamente poco appassionante...mah
Coprotagonisti. Bravissimi Waltz e Di Caprio, sicuramente con le battute migliori e con caratterizzazioni interessanti. Jackson finalmente in un ruolo diverso e a tratti molti interessanti.
Storia principale. Semplice, direi banale ma con Quentin non ha mai contato
L'altra storia. La schiavitù affrontata in un modo originale e tremendamente interessante. Odio la retorica e qui si dice molto senza spiegarlo. Se non è questa arte?
Dialoghi e situazioni. Marchio di fabbrica ma forse se ne eccede. Direte tipico dei spaghetti western? beh, leggevo in giro che Kill Bill è un vero spaghetti western. Qui, sotto la maschera, ho visto altro (vedi la schiavitù). Come al solito Tarantino ti far credere di vendere un certo tipo di film che in realtà non è. Per esempio Bastardi senza gloria non era un film di guerra ma un film della Nouvelle Vague francese...per questo lo adoro. C'è sempre molto altro di quello che sembra.
In sostanza sono soddisfatto. Mi hanno dato fastidio certe esagerazioni e forse qui più di ogni altra parte si è caduti nelle tarantinate, cosa che di solito fanno chi cerca di imitarlo.
Sulle musiche nulla di dare come al solito.
Visto il film, mi è venuta voglia di rivederli tutti, soprattutto per studiarli. A cominciare da Jackie Brown, quello meno spaccone e meglio scritto di tutti.
Poi, sia chiaro, ci si diverte lo stesso anche senza stare ad esaminare.
Però ve l'ho detto all'inizio, sono stato onesto!
Come recensirlo?
Essendo questo il mio blog dovrei seguire la linea (casuale) che mi sono dato.
Non essendo un cinefilo incallito, metto subito da parte qualsiasi analisi critica del film.
Forse la miglior strada possibile è quella delle sensazioni che si provano, senza nulla togliere al peso storico/culturale che Tarantino (e molti altri) hanno per il cinema.
Quindi bando alle ciance.
Django mi è piaciuto e consiglio di vederlo.
Detto questo, la recensione è bella che finita e dovrei chiedere scusa a chi legge per queste poche, banali considerazioni.
Chi mi conosce sa che un tipo di giudizio del genere a me sembra sempre limitativo.
Certo, definisce chiaramente il giudizio e lascia a chi legge l'idea dell'impatto che ha avuto su di me.
Direte (o direi):" sì va beh, e quindi? perché ci stai a far perdere tempo?"
Infatti ora vengono le considerazioni, magari molto asciutte e dirette.
Tiè, vi ho fregati!ah ah ah
Protagonista. Non mi ha coinvolto la sua storia e la sua motivazione. Non esce dal film. Mi sta anche antipatico e saccente senza però essere interessante.
La ricerca di sua moglie è decisamente poco appassionante...mah
Coprotagonisti. Bravissimi Waltz e Di Caprio, sicuramente con le battute migliori e con caratterizzazioni interessanti. Jackson finalmente in un ruolo diverso e a tratti molti interessanti.
Storia principale. Semplice, direi banale ma con Quentin non ha mai contato
L'altra storia. La schiavitù affrontata in un modo originale e tremendamente interessante. Odio la retorica e qui si dice molto senza spiegarlo. Se non è questa arte?
Dialoghi e situazioni. Marchio di fabbrica ma forse se ne eccede. Direte tipico dei spaghetti western? beh, leggevo in giro che Kill Bill è un vero spaghetti western. Qui, sotto la maschera, ho visto altro (vedi la schiavitù). Come al solito Tarantino ti far credere di vendere un certo tipo di film che in realtà non è. Per esempio Bastardi senza gloria non era un film di guerra ma un film della Nouvelle Vague francese...per questo lo adoro. C'è sempre molto altro di quello che sembra.
In sostanza sono soddisfatto. Mi hanno dato fastidio certe esagerazioni e forse qui più di ogni altra parte si è caduti nelle tarantinate, cosa che di solito fanno chi cerca di imitarlo.
Sulle musiche nulla di dare come al solito.
Visto il film, mi è venuta voglia di rivederli tutti, soprattutto per studiarli. A cominciare da Jackie Brown, quello meno spaccone e meglio scritto di tutti.
Poi, sia chiaro, ci si diverte lo stesso anche senza stare ad esaminare.
Però ve l'ho detto all'inizio, sono stato onesto!
lunedì 4 ottobre 2010
Certi vecchi film
Capita ogni tanto di vedere certi film italiani degli anni 70 su qualche canale minore ed in tarda serata.
Alcuni sono di serie z anche tra quelli "importanti" per il trash italiano.
Non hanno neanche titoli memorabili e gli attori sono per la maggior parte i caratteristi che tutti conosciamo ma di cui non ricordiamo il nome.
Bene, rimango affascinato nel guardarli.
Le trame sono scontatissime e spesso sfociano nel pecoreccio o nel volgare.
Il sesso la fa da padrone come tema portante e metro di giudizio di tutto.
Cosa mi colpisce?
Cose che potrebbero essere marginali ma secondo me essenziali.
La prima è che questi film parlano di noi in una maniera apparentemente fastidiosa e riduttiva.
Una società in fermento, mossa sì dal piacere ma dove le donne sono indipendente e gli uomini meno machi di quello che vorrebbero essere.
Una società bigotta ed ipocrita ma che ha sempre spunti di cambiamento che nell'insieme ci rendono vivi.
Non è edificante ma meno squallida di quello che sembra.
L'altro punto a favore è la scelta delle location.
Quella che si vede è un Italia di provincia ma è un Italia bellissima.
Campagne, cittadine, villaggi, parchi e ville, tutto risulta vivo.
Soprattutto c'è meno folla e la vita è più leggera e vivibile.
Certo, saranno i prodromi della nostra società attuale, da molti demolita e che nasce da qui.
A me sembra di vedere sempre un guizzo di creatività e di vitalità nelle piccole storie raccontate.
Potrei proiettare cose che non esistono ma questi film mi rilassano.
Sono a tratti anche malinconici, forse perchè ambientati nel periodo della mia infanzia e si colorano dei ricordi del passato.
Hanno quel po' di magia che oggi spesso cerco e raramente trovo nelle passeggiate lungo i viali del nostro paese.
Questi film me la fanno ancora cercare perchè quando la trovo è sempre uno spettacolo.
Alcuni sono di serie z anche tra quelli "importanti" per il trash italiano.
Non hanno neanche titoli memorabili e gli attori sono per la maggior parte i caratteristi che tutti conosciamo ma di cui non ricordiamo il nome.
Bene, rimango affascinato nel guardarli.
Le trame sono scontatissime e spesso sfociano nel pecoreccio o nel volgare.
Il sesso la fa da padrone come tema portante e metro di giudizio di tutto.
Cosa mi colpisce?
Cose che potrebbero essere marginali ma secondo me essenziali.
La prima è che questi film parlano di noi in una maniera apparentemente fastidiosa e riduttiva.
Una società in fermento, mossa sì dal piacere ma dove le donne sono indipendente e gli uomini meno machi di quello che vorrebbero essere.
Una società bigotta ed ipocrita ma che ha sempre spunti di cambiamento che nell'insieme ci rendono vivi.
Non è edificante ma meno squallida di quello che sembra.
L'altro punto a favore è la scelta delle location.
Quella che si vede è un Italia di provincia ma è un Italia bellissima.
Campagne, cittadine, villaggi, parchi e ville, tutto risulta vivo.
Soprattutto c'è meno folla e la vita è più leggera e vivibile.
Certo, saranno i prodromi della nostra società attuale, da molti demolita e che nasce da qui.
A me sembra di vedere sempre un guizzo di creatività e di vitalità nelle piccole storie raccontate.
Potrei proiettare cose che non esistono ma questi film mi rilassano.
Sono a tratti anche malinconici, forse perchè ambientati nel periodo della mia infanzia e si colorano dei ricordi del passato.
Hanno quel po' di magia che oggi spesso cerco e raramente trovo nelle passeggiate lungo i viali del nostro paese.
Questi film me la fanno ancora cercare perchè quando la trovo è sempre uno spettacolo.
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