lunedì 8 settembre 2025

sulle orme di Tamerlano - giorno 8, Samarcanda

In quel surrogato di pellegrinaggio/tratta commerciale che abbiamo fatto lungo parte della via della seta (con importanti deviazioni), lo scopo finale sottinteso è sempre stato l'arrivo a Samarcanda, città cara a Tamerlano nonché al primo presidente dell'Uzbekistan dopo il comunismo.
Una delle cose che mi ha affascinato di questo luogo è di tipo concettuale.
Se per noi a occidente Samarcanda ha rappresentato una tappa della via della seta, qui la cosa cambia prospettiva e questa città si trasforma nel centro di quel mondo lungo chilometri.
Il punto di arrivo per chi veniva dai suoi estremi e quindi acquisisce un ruolo diverso, quello di centro del mondo.
Noi siamo sempre stati abituati a considera Roma con un ruolo centrale nella storia dello sviluppo del mondo antico e senz'altro ce lo ha avuto.
Questo però ci ha portato a considerare il resto come marginale alla nostra storia, sbagliando.
Questo approccio ci ha fatto dimenticare che esisteva ed esiste un mondo ai margini, nelle zone di confine degli imperi antichi e moderni, dove però il mondo reale si incontrava e scambiava merci e idee.
Sembra un'ovvietà ma ripercorrendo la storia e incastrando la figura di Tamerlano, questo punto di contatto ha fatto sì che l'umanità andasse avanti anche quando eravamo nel nostro momento apparentemente più buio (il medioevo e non solo), non considerando che quel periodo era in parte in decadenza solo per noi.
Da lì mi si ribaltano tanti punti di riferimento che do per scontato a favore di una visione della storia molto più sfacettata.
Dove Roma, re feudali, dinastie indiane e cinesi, culture millenarie zoroastriane e tanto altro si toccano, si mescolano e si scontrano (vedi ringraziamenti tra re francesi e Tamerlano dopo un invadione scampata).
Ceppi linguistici diversi come quelli indoeuropei, semiti, turco/altaici e cinesi così come praticamente tutte le religioni del mondo euroasiatico esistenti sono state qui e hanno anche solo parlato dando un loro contributo.
Tanta, tanta roba. Non c'è che dire.

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