mercoledì 3 settembre 2025

Sulle orme di Tamerlano - Giorno 3, Khiva

Qui a Khiva, ex capitale della Corasmia nonché sede di un khanato durato fino alla rivoluzione russa, più di mille anni prima erano passati e avevano studiato tanti scienziati a cui si devo algebra, il concetto di algoritmo e tante altre cise legate alla filosofia e all'astronomia. Per qualche secolo, il centro del sapere e soprattutto il suo progresso erano fatti qui, in un bassopiano stretto tra due deserti pesanti e graziato da un paio di fiumi che rendevano la terra fertile.
Ripeto questo concetto perché risulta chiave per capire quanto sia importante: in un luogo non proprio ospitale popoli con storie e fattezze diverse si mischiavano e si combattevano per secoli, già prima dell'arrivo degli arabi. Quello che mi manda ai matti e pensare al livello di fusioni di tradizioni che pescano anche da religioni attualmente secondario come lo zoroastrismo. 
Insieme alla curiosità di capire cosa sia successo, parlando con le persone del luogo è palese come, a parole, ognuna si senta orgogliosa delle sue origini che, colpo di scena, sembra aver interiorizzato di essere sostanzialmente dei meticci.
Qui è praticamente impossibile dirsi o richiamarsi ad un origine "pura".
Puoi essere turco, mongolo, russo, persiano o altro e parlare una lingua di un tipo ma avere una formazione culturale su un'altra.
Non è ovviamente tutto rose e fiori ma di base la percezione è che stare qui è già una conquista per la propria vita, dove se cerchi nella tua ascendenza probabilmente trovi lotte tra i tuoi avi.
Cioè il tuo dna è il risultato anche di sangue versato tra popoli diversi.
Vai a capire di chi è la colpa e quale sia ora la tua responsabilità oggi e per il tuo futuro.
Non ho risposte ovviamente ma il dilemma è tremendamente attuale, affascinante e tragico.

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