In questi giorni spesso il pensiero torni laggiù. Il vento polveroso generato dalla vecchia geep, al tramonto. Unico rimasto ancora in piedi a scorgere l'orizzonte. Con la musica di Hotel Ruanda nelle orecchie, cercando, respirando un'atmosfera primordiale. Tolte le altre jeep, gli altri turisti, cercando un isolamento che prima di tutto è dell'anima. Le immagini scorrono nella testa, ricordi misti a sensazioni. Le gite fuori dalle rotte classiche, in mezzo al nulla ma essenzialmente immerse nel tutto. Persone che emergono da case fatiscenti, natura selvaggia. Sì, potrebbe sembrare una classica immagine idealizzata. Ma non lo è. Su un autobus di linea per sette ore, due bianchi riveriti in mezzo all'umanità. Sentirsi diversi, quasi alieni in un mondo che non mi appartiene. Lo senti, lo ascolti e ti affascina. La battuta di caccia, un piccolo animale sacrificato per il pasto giornaliero. Quel sole che tramonta velocemente. E alla notte quei suoni, quei gridi vicinissimi ...