giovedì 4 settembre 2025

Sulle orme di Tamerlano - Giorno 4, da Khiva a Bukhara

Venendo dalla lettura recente de 'Il deserto dei tartari" di Buzzati, l'approccio che ho avuto col deserto ne è stato condizionato.
Se nelle 2 fortezze viste ho percepito tanto le suggestioni di quel libro (solitudine, attesa guardando l'orizzonte, abbandono), oggi passando da ovest a est dell'Uzbekistan ho percepito desolazione.
Tanta polvere, confini strani col Turkmenistan, stazioni di servizio in mezzo al niente. Questa sensazione necessitava di ulteriore indagine.
Così, nel mentre leggevo sulla guida di predoni, nomadi  tensioni, assedi, studiosi, eccellenze e tanti morti di varie dinastie, mi sembrare evidente che stare qui faccia sorgere nelle persone la necessità di altro che può significare andarselo a prendere fuori da qualche altra parte oppure costruirselo qui, dove l'acqua e il territorio lo permette.
Per quanto il nomadismo ha un aspetto ambivalente per noi (romantico nelle storie che leggiamo, problematiche nelle storie che viviamo), qui è la base che serve per capire tante cose.
Come possono stare insieme strutture sociali di popoli stanziali con quelle dei nomadi? Cosa decido di fare (e forse di essere) se nel mio sangue e nella mia storia ci sono entrambe?
I Khan o chi prima di loro hanno semore cercato di trovare una quadra che poteva essere o rendere le sue città il centro nevralgico (culturale e commerciale) di quel periodo oppure o lottare per tornare ad esserlo, buttando giù imperi, importando schiavi o sapienti, impostando una rigida gerarchia per mantenere il potere.
Ecco, come mantenere il potere quando tutto intorno cambia e non c'è alcuna certezza se basta una tempesta di sabbia o un inverno particolarmente rigido a decidere le sorti e gli equilibri di quel mondo?
E chi di quel potere non aveva interesse o possibilità di raggiungerlo, quanto ne veniva influenzato e condizionato?
Mentre guardavo al di là del fiume il Turkmenistan, pensavo al deserto che c'era subito dopo e alla gente che ha solcato quelle vie per millenni pensando di cambiare la propria vita rischiando tanto. 
Forse tutto.

2 commenti:

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