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Visualizzazione dei post da aprile, 2019

Cupe Vampe, Giorno 5 - Approdo dei re

L'ultimo giorno di questo breve viaggio nei Balcani è dedicato alla vecchia Ragusa che ora si chiama Dubrovnik. Una città di mare ai piedi della montagna, con delle mura ciclopiche e un architettura tardo barocca molto bella. Un grosso neo: il turismo eccessivo e i prezzi allucinanti di tutte le cose. Ad ogni modo tutti i suoi trascorsi storici sono molto intriganti ed interessanti. Peccato però che per tutto il giorno mi risuonava nel cervello solo questa cosa: la sigla di Game of Thrones. Tutto.Il.Santo.Giorno. E mentre mi facevo a piedi tutta la cinta muraria mi saliva il fomento. Questo la dice lunga sulla mia sanità mentale e di come le storie, sia reali che immaginarie, hanno una forte presa su di me. Si mescolano e creano quell'incoerente mix di cultura pop e cultura seriosa che rimbalza dentro il mio cervello. Questo per dire che questo viaggio ha attraversato diversi stati d'animo legati alla storia del posto e alle suggestioni suggerite dalle mie c...

Cupe Vampe, Giorno 4 - Tra fiumi e montagne col misticismo

La Bosnia-Erzegovina è un luogo tremendamente spirituale. Sarà per le molteplici montagne che l'attraversano impedendo assembramenti consistenti, riducendo il numero delle persone agli spazi facilmente raggiungibili. Tagliate di netto da molteplici fiumi dalla portata consistente dove il costante rumore dell'acqua crea un tappeto sonoro accoccolante. La molteplicità delle culture presenti ha creato la necessità di ribadire ogni credo ed identità arrivando all'apparente paradosso di un sincretismo in definitiva tremendamente affascinante. Il monastero sufi dei dervisci Blagaj o il paesino ottomano Pocitelj sono piccoli gioielli a ridosso delle montagne con splendidi fiumi che li solcano. Magari non sacri ma sicuramente spirituali. Col tempo clemente e di buon passo, la passeggiata ti mette in pace col mondo. Mi sembra sufficiente, no?

Cupe Vampe, Giorno 3 - Brucia la biblioteca di Sarajevo città

Sono su un ponte. Tra poco passerà l'arciduca Ferdinando. L'ho ucciderò così dimostrerò che la nostra causa deve essere perorata. Sono Princip, un ragazzo. Sono oltre quel ponte, sta bruciando una biblioteca. C'è gente che cerca di salvare i libri ma io sarò infallibile, qui col mio mortaio. Sono un serbo/bosniaco, un ragazzo Sono appena arrivato da Istanbul. Renderò questa città un esempio della multiculturalità. L'islam porterà fine ai conflitti tra i cristiani di queste terre. Costruirò strade, ponti e moschee di fianco a chiese e sinagoghe. Sono Solimano il Magnifico, un turco. Sono qui per rendere la Bosnia il fiore all'occhiello dell'impero austro/ungarico. Qui creerò palazzi neo-moreschi per far studiare tutti. Sono l'imperatore Francesco Giuseppe, un austriaco. Io non so come descrivere Sarajevo senza considerare queste e altre cose. Non si possono ignorarle soprattutto quando vedi tutti quei fori di proiettili su...

Cupe Vampe, Giorno 2 - Quei racconti che non so

Non ho potuto conoscere mio nonno. Morto troppo presto, forse per le conseguenze della guerra sul suo fisico già debilitato. È partito per il fronte ed è stato in Dalmazia. Non so molto altro. I suoi racconti li ha sicuramente condivisi coi suoi amici e parenti ma poco con la sua famiglia. Di lui mi sfuggono molte cose. Questo ha dato adito a creare una figura distorta. Stando qui ho provato ad immaginare cosa avesse visto lui, qui. È uno strano meccanismo di cui necessito per colmare dei buchi. Ho come il sospetto che gli erano piaciuti. Monti, valli e una terra piena di rocce. Dura da coltivare. Orizzonti ampi. Mi ricorda molto il mio Abruzzo. Un luogo pieno di storie tramandate, di piccoli agglomerati di case che sembrano grandi quanto la narrazione lo richiede. Tutto è in qualche modo collegato a lui, nonostante io non l'ho mai visto in quel contesto. È una strana sensazione ogni volta e lentamente sto provando a definirla. Essere venuto q...

Cupe Vampe, Giorno 1- Dall'altro lato del mare, quello che scordiamo spesso

Non c'è un motivo razionale per pensarci ma, di fatto, è così: questo lato d'Europa, esiste ed è praticamente sconosciuto. Non parlo della sua costa, splendida e adatta ad una villeggiatura. Questo piccolo viaggio, per me, significava andare oltre quelle montagne costiere. Verso un luogo dolorosamente sconosciuto. Prima, però, inizi dal mare. Che costa. Se provi a guardare dal bus verso l'orizzonte, non riesci mai a vederlo lineare. Laggiù c'è il tuo paese che viene coperto da un'infinità di isole che giocano con la prospettiva e il senso della profondità. Non è solo acqua ma tante piccole terre, ognuna con una piccola storia da immaginare. E intanto sali per scavalcare verso l'ignoto. Lasciandoti dietro l'approdo di tanti, re o mercanti che fossero, per guardare (o guardarsi) dentro. Arriva una frontiera, antico concetto per questa Europa desiderata unita. Lenta, isolata, brulla. Ed entri nelle innumerevoli valli con deserti...