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Tra le nebbie a strapiombo sull'oceano - Giorno zero, La natura della necessità

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Anche i viaggi possono essere compromessi. Detto così, non sembra una gran premessa per questo viaggio. Il punto è che stavolta l'ispirazione ha seguito strade che non si sono concretizzate e quindi ho ripiegato su qualcos altro. Ci avevo provato due anni fa ad andare ma non è stato possibile per problemi di salute e mi sono detto perché non riprovare e capire se l'ispirazione di quel periodo era sensata. Ora, farlo dopo 2 anni, può perdere l'aspetto istintuale della scelta che mi ha spesso guidato le mie scelte. Come dicevo compromessi. Allora ho pensato a cosa fosse necessario sentire in questo viaggio che fosse fondamentale. Oltre ad una naturale predisposizione ai luoghi non ancora affolati di persone, il tema che sentivo scorrere nel flusso dei miei desideri è la commistione, anche violenta, tra mare e terra. Nello specifico, la terra che termina bruscamente in scogliera con la violenza dell'oceano che si scontra contro di essa. Dopo questa immagine da Sturm und Dr...

Sulle orme di Tamerlano - Giorno 5, in giro per Bukhara

È meglio l'URSS o il capitalismo? La discutibile domanda emerge dopo il giro di Bukhara con la guida italiana che ha facilitato certe domande più scivolose. È un tipo di domanda che ho sempre trovato fastidiosa proprio perché prevede una risposta secca ad una questione dalle migliaia di sfumature. Qui rimane interessante proprio perché introdotta e sviluppata dalla guida stessa. In un tono evidentemente provocatorio porta con sé la difficoltà di dare un senso preciso alla propria storia quando vissuta sopra la propria pelle. Al di là del proprio pensiero a riguardo, evidenzia come noi siamo parte di un sistema che influenza il proprio giudizio e che spesso rimane superficiale quando si tratta di valutare le motivazioni dell'altro. Cosa diversa dal doverle giudicare secondo il proprio metro. Ci si ferma prima e, cioè, cosa muove l'altro. È chiaro che facendo questa riflessione si può andare in confusione per vari motivi: ignoranza, supponenza, stanchezza, pigrizia e altro an...

Anime nel deserto - Giorno 4, sull'Atlante

Strade vuote col sole a picco. Tarda estate, colori sfumati, pietre carsiche. Questo è l'alto Atlante. In altre stagioni, si può vedere quel verde che va oltre le valli pieni di piantagioni. Set per film già realizzati e anche solo immaginati. Luoghi lunari e fantasiosi, fuori dal tempo ma che rimangono dentro il proprio immaginario. Essere qui, alle porte del Sahara, dove comincia quello tanto desiderato. Poi arrivare a Ait-Ben-Haddou, con quelle case rosse arroccate sulla roccia... Un'esperienza fondamentale che accade esattamente nel 4° giorno.  La mia tara mentale dei 3 giorni viene rispettata. Prenderne consapevolezza così aiuta a capirsi e a capire come il mondo e io stesso ci dobbiamo ogni volta conoscere. Per capirci.

Anime nel deserto - Giorno 3, desolazioni ocra

Per una variazione sull'itineraneo, ci troviamo di nuovo sull'oceano. Scogliere, dune, colline riarse. Trasferimento col pulmino dove il tempo si dilata. Tutto è ocra ed è a suo modo affascinante. Riconosco che quell'ocra mi rispecchia, più di quanto voglia ammettere. Potrebbe descrivere il mio stato d'animo se solo un colore potesse farlo. Poi quella sensazione che mi prende quando guardo l'orizzonte. Col desiderio di essere dall'altra parte di quel mare d'acqua, in un luogo che non saprei neanche definire ma che sale in cima ai miei pensieri. Ed è assurdo perché si svincola dal luogo dove mi trovo che reputo bello e meritevole di esserci. Sarà proprio da questo che capisco di essere in cerca di centratura, dove tutto che sta accadendo nella mia vita si tinge, appunto, di ocra. Di solito mi servono 3 giorni per virare verso una vera modalità di viaggio e tutto ciò che accade nel mentre è necessario per questo processo. A volte fantastico se tutto questo pro...

Anime nel deserto - Giorno 2, sull'oceano

Dopo un 3 e mezza di viaggio, lasciata Marrakesh, arriviamo a Essaouira, città che si affaccia sull'oceano Atlantico. In questa stagione, la campagna marocchina è abbastanza brulla, fatta di terra ocra, ulivi e piante di frutta secca, tra cui l'argan. Trovarsi d'improvviso l'oceano è sempre una cosa che mi sconvolge, ogni volta che giro per il mondo. Sarà perchè nella mia vita ho visto e vissuto principalmente solo il Mar Mediterraneo ma ogni volta che me lo trovo davanti provo sensazioni forti. Se si aggiunge una città di frontiera cone questa, molto più mescolata con la cultura berbera, il "danno" è fatto. Amo le città dove si percepisce la frontiera. Dove tutto è un po' di qualcosa ma mai di totalmente definitivo. Meno casino rispetto a Marrakesh, un turismo meno percepibile e una sostanziale dimensione fuori dal tempo. Mangiare pesce nelle invadenti bancarelle vicino al porto, camminare liberi nei suk pieni di odori e colori, gustare del tè caldo alla ...

Anime nel deserto - Giorno 1, Marrakesh, veramente express

Nella formula di viaggio scelta, la sosta nelle città è sempre molto veloce e l'impressione finora è che le capitali reali meritino più tempo per essere apprezzate. Per esempio, l'impressione su Marrakesh in tarda serata all'arrivo e questa mattina presto non è stata particolare. Grazie ad una visita guidata dedicata fortunatamente il giudizio si è evoluto e posso dire che merita di prestargli attenzione, soprattutto se la si gira a caso, come piace a me. Non è un mistero che il mondo mediorientale mi affascina sempre di più. In generale quei luoghi di frontiera che si sono generati anche per colpa della geografia del territorio. Un'anima tormentata come la mia non può che essere qui, sotto un sole cocente, a perdersi dentro madrasse o suk. È una bellezza fatta con l'accetta. È ordinata solo nei luoghi di culto, pieni di geometrie ricorsive (altra fissa degli ultimi anni), in costsnte ricerca di wuell'inquadratura perfetta che non esiste. Poi esci e vedi quel ca...

Anime nel deserto - Giorno 0, Si parte

Ansia a mille. No focus. Zero punti di riferimento. Zero aspettative. Tra poco mi ricostruisco, quasi da zero. Se non è questo viaggiare, non so cos'altro sia. A domani

Anime nel deserto - Giorno -1, Prima di partire

Domani parto per il Marocco. Siamo alle solite. Ansia dell'ignoto. Se c'è la consapevolezza di vedere qualcosa di bello, dall'altra parte tutta la fase preparatoria è sempre una specie di supplizio (famose a capì, non sono questi i problemi della vita ma sto descrivendo un viaggio). Sono nella fase del pentimento. Non ne capisco mai il perché. Sarà il dover preparare la valigia e ridefinire ciò che è veramente importante portare? Sarà il fatto di dover incontrare gente che non conosco? Sarà lo sbattimento di dover trascinare la valigia (con quello che rappresenta, cioè la mia essenza materiale) in un ennesimo on the road pieno di ore di trasferimenti, pieni di voragini emotive? Stavolta parto più scarico del solito e lo scrivo per ricordarmelo in futuro. E' stato un anno diverso. Diverse attivazioni emotive, da tempo messe da parte, si sono risvegliate anche per necessità. Facile pensare subito a situazioni sentimentali ma il discorso è molto più esteso. Tutto questo m...

Ritorno negli Usa - Giorno 6, Union e ritorno

Scontando pesantemente la camminata di ieri nella city, oggi è stata un'ulteriore giornata di riunioni, forse la più intensa. Stanchezza e argomenti più "delicati" hanno fatto virare un po' il giudizio molto positivo dell'esperienza. Stavo pensando però anche ad altro. Alla stanchezza fisica, si è aggiunta sicuramente quella mentale (6 giorni parlando e ascoltando solo inglese di diverse provenienze sono sfidanti). Ce n'è una terza. In mancanza di altro la definerei culturale. Tolto quanto detto e stradetto su vari luoghi comuni, ho avuto molte volte la sensazione di vivere la vita in modo diverso. Una questione di ritmo e urgenza. Ovviamente la mia è una bolla di interazioni molto specifica (colleghi/e che lavorano per un'industria) quindi voglio stare attento nel non generalizzare troppo. Priorità diverse così come necessità diverse che generano tensioni. Esempi "dell'altra parte":  - La dedizione temporale al lavoro, che porta a non avere ...

Ritorno negli Usa - Giorno 5, Iselin + New York City

Tralasciando che è sempre una cosa emozionante tornare nella grande mela anche se per qualche ora, New York è quasi una costante nella mia vita lavorativa da più di 10 anni ormai. Stavolta poi dopo una giornata di incontri lavorativi e soprattutto per un meeting molto sui generis: campo base di golf coi colleghi organizzato solo per me. Sono contento che tutti qui hanno mostrato apprezzamento per il mio lavoro e per la mia compagnia. Fa piacere sapere di aver seminato bene rapporti che vanno oltre il lavoro. Sì, in un'epoca post pandemia dove tutto si può fare da remoto, magari da casa, questi viaggi perdono un po' in termini di utilità. Ma non è corretto. I legami possono essere tessuti in molti modi. Vanno consolidati però e cosa c'è di meglio di una birra e qualche battuta per farlo oppure una riunione faccia a faccia con annesse strette di mano e pause caffè. Per me questo è fondamentale e insindacabile. Quindi oggi sono contento anche se ovviamente sono una pippa a gol...

Ritorno negli Usa - Giorno 4, Seneca parte terza

Forse stavolta ho compreso meglio cosa voglia dire vivere nel sud. Intendo non solo a livello razionale ma ad uno più profondo. Questo non solo grazie ad amici che abitano qui ma anche alle varie chiacchierate coi colleghi che ci vivono, sia nel caso che ci siano nati sia se vi ci sono trasferiti. C'è poco da fare. Più tempo hai per starci, più accumuli sensazioni soprattutto se non c'è quell'aspetto turistico di cui parlavo nel post precedente. Le volte precedenti c'ero stato meno e con meno interazioni ma stavolta paradossalmente la mole di incontri avuti ha aiutato tanto. Questo vuol dire che ci abiterei? Non proprio. Cosa ho scoperto quindi? Che la realtà è sempre più complessa di quello ci porta a dividere il mondo in bianco e nero. Sud sudista, grezzo, intollerante, confessionale e tante altre cose. Queste ci sono e sono rilevanti. È anche un posto che ha tanti vantaggi sociali, soprattutto se comparato ai ritmi frenetici di un nord troppo votato alla performance ...

Ritorno negli Usa - Giorno 3, Seneca parte seconda

Viaggiare per lavoro è molto diverso da farlo come turista. Prendete un momento come questo. Camminiamo poco prima del tramonto sulla Main Street di un anonimo paesino di poche migliaia di abitanti. Cerchiamo un ristorante e stranamente abbiamo parcheggiato ad almeno 500 metri.  Non c'è nessuno in giro. Il sole splende forte perché ci sono poche nuvole e i suoi raggi buttano proprio contro di noi. Mi stacco per qualche minuto dalle chiacchiere che fanno un paio di colleghe.  Sono esattamente in uno di quei posti di cui parlavo ieri. Niente di rilevante in giro, niente di oggettivamente bello. Eppure... Eppure non so perché questa situazione sembra perfetta. Non avendo la necessità di scoprire qualcosa o di gustarsi l'atmosfera di un posto decantata e famoso, l'esperienza si trasforma e diventa altro. Sicuramente gioca molto quell'immaginario nutrito da film, fumetti e serie tv quindi ci metto molto del mio. Sarà perché già con 2 giorni sono entrato nella modalità confed...

Ritorno negli Usa - Giorno 2, Seneca

Oggi sono sceso verso sud, nel South Carolina. Non ho molto tempo per girare (praticamente zeo) quindi molte delle riflessioni scaturiscono più da osservazioni mentre parlo coi colleghi o nel trasferimento tra il sito e l'hotel, con in mezzo una cena. La prima che vorrei fare è sul rapporto tra il nostro (da italiani) immaginario collettivo e il loro. Ogni volta che vengo qui mi guardo intorno, notando dettagli e situazioni, spesso perché mi vengono in mente cose che ho già visto nei film o letto da qualche parte. Siamo inevitabilmente cresciuti e nutriti da questa cultura che valorizza molto ogni parte del suo territorio. Anche con un piccolo paese sperduto nella campagna si riesce a creare un collegamento con qualcosa girato in un posto simile, spesso un'opera di successo nonostante sia ambientata nel nulla. Quasi a dire che lo storie non necessitano di posti belli per essere appassionanti. La cosa assurda è che all'opposto loro (gli americani) non sanno quasi nulla degli...

Australia: perdersi down under - Giorno 22, Perth, again

Perth è, insieme a Pittsburgh, una seconda casa. Ci siamo rivisti quasi tutti come all'arrivo. Tante chiacchiere. Tante risate. Tanto tutto. Io voglio ringraziare tutti per la loro sincera e speciale accoglienza. Tutti i cugini primi, per le loro storie del passato in Italia e la loro vita ricominciata in Australia. Tutti contenti di vedermi e stare con me. Alcuni non li conoscevo o non li ricordavo perché ero piccolo ma sono già nel mio cuore. Tutti i cugini secondi, nati qui, che parlano un italiano invidiabile e che sono stati subito amichevoli e col cuore aperto. Non posso elencarli tutti ma con ognuno ho provato a interagire il più possibile. Anche loro nel mio cuore. Un ringraziamento speciale a: Olga e Giovanni, loro li conoscevo e posso dire che nella loro casa mi sono sentito subito bene. Due splendide e simpatiche persone. Roberto, mio nuovo amico nonché autista. Tranquillo, adoro il tuo accento abruzzese. Annalisa, l'adoro. Ha fatto tanto organizando tutto e mi ha pu...

Australia: perdersi down under - Giorno 21, dal Victoria inizia il ritorno

Ho parlato spesso del rosso in questo viaggio. Ce n'è tanto in giorno. Quel colore della terra è incredibile. Unito ai tramonti o alle albe poi...ti lascia senza fiato. Ma non è l'unico colore che colpisce se si ha modo di girarla un po'. Ovviamente c'è il blu del cielo e dell'oceano, immensi entrambi, dalle mille sfumature. Il bianco di certe spiagge e il giallo ocra delle falesie e degli arbusti. Un capitolo a parte merita il verde. Tolto quello delle acacie e degli eucalipti, un po' ovunque, che risalta soprattutto nelle zone più aride, dove veramente colpisce è andando a sud, nel Victoria meridionale. Ad un certo punto ho pensato di essere tornato in in Inghilterra, con annessa pioggerellina fine che tanto basta a sporcarti gli occhiali ma che assicura quell'acqua che in altre zone è molto ridotta. Immagino che i coloni, un paio e mezzo di secoli fa, pensavano di trovare questo tipo d'Australia. Non è un caso che l'abbiano adattata a quel tipo di...

Australia: perdersi down under - Giorno 20, 12 Apostoli

Chi mi conosce sa la mia passione per le scogliere, soprattutto quelle che si affascinano sull'oceano rispetto ad un "semplice" mare interno come il Mediterraneo. Il motivo non saprei spiegarlo. Forse il rumore forte dell'onde che sbattono contro le falesie; il netto taglio tra terra e mare, quasi violento; l'idea di essere un niente contro la grandezza della natura che vince inesorabile nel suo continuo mutamento. Come vedete, i motivi possono essere tanti. Oggi pensavo però a quando risaliva quel fascino. Nel famoso atlante a casa dei miei generi che consultavo fin da piccolo, c'era quest'immagine. Un posto lontano nel sud del mondo, in quello strano paese che già suscitava in me un certo fascino. I 12 apostoli (ora solo 8, purtroppo) stavano lì, immensi e bellissimi e in qualche modo mi parlavano, dicendo di venire a visitarli. Un giorno, risponedevo. Un giorno. Molti non capiscono la mia fascinazione per la geografia. Per me è sempre stato un modo per ...

Australia: perdersi down under - Giorno 19, Hanging Rock

Esistono posti che scopri e diventano le tue "zone soffici", luoghi dove ami tornare perché lì ti senti a posto ma che non conoscevi prima. Ce ne sono altri di cui hai sentito parlare tanto o visto nei film, ai quali sei legato perché in qualche modo hanno avuto la capacità di suscitarti emozioni. Poi c'è questo. Picnic a Hanging Rock è stato un film basilare per me. Al di là del mistero di cui parla la storia, è quella sensazione che mi ha suscitato a farmelo amare alla follia. La forza di quella sensazione sta proprio nella sua indefinibilità. Mi è capito di rivedere recentemente film e serie tv (il libro completo e difficile trovarlo se non in inglese), proprio in relazione a questo viaggio. Anzi, questa era una tappa fondamentale che in qualche modo ne definiva il contenuto: perdersi tra rocce millenarie, in cerca di una libertà che è inquietudine e istintività nello stesso tempo. Quella storia credo che mi rappresenti più di tante altre e ritrovarsi lì dopo più di 25...

Australia: perdersi down under - Giorno 18, da Alice Springs a Melbourne

Tornando a parlare di distanze ma soprattutto di cambiamenti, spostarsi da Alice a Melbourne vuol dire un altro modo di vedere la vita. Se ad Alice si sta in mezzo al niente ma in fondo con tutte le comodità vedere dalk'aereo il deserto, poi i laghi salati prosciugati, per essere coperti dalle nuvole e vedere tutto quel verde simile ma diverso dall'inghilterra, con annessa pioggia finissima, beh, tutto questo è strano ma forse spiega molte cise sugli australiani. Anche questa sera cena con amici di Linda ed è chiaro come qui, spesso, la necessità di muoversi nello stesso paese ma in contesti assolutamente diversi sia una cosa quasi necessaria. Non sembrerebbe tanto diverso dagli americani ma acquista una sfumatura più...estrema e allo stesso tempo naturale. Lavorare significa muoversi e tutto può accadere. Come conoscere uno scozzese e decidere di stabilirti (?) per dove ti pare e poi decidere di spostarsi. Non vuol dire che è semplice farlo sempre e non tutti lo fanno qui ma f...

Australia: perdersi down under - Giorno 17, King's Canyon e ritorno ad Alice Springs

Oggi ho visto il paradiso terreste. O, meglio, un post chiamato Garden of Eden. Immaginate questo. Dopo una bella passeggiata con vista sull'alba (dopo aver visto il primo canguro) abbiamo continuato il percorso. Una piccola deviazione portava nel luogo del titolo. Mentre stavamo arrivando, ci troviamo davanti una piccola polla d'acqua scavata nel canyon (in realtà un gorge). Una giovane madre stava sulla spiaggetta di roccia col suo neanato seconfo vicino a lei. C'era un silenzio speciale lì. Un piccolo di paradiso. Poco dopo siamo rimasti da soli e il tutto diventava ancora più magico. Ecco, quella è diventata un'altra zona soffice, quei posti dove la realtà e il sogno si confondono, dove tutto converge e sentiamo parlare a noi stessi. Posso dire con assoluta certezza che cerco quei posti nei miei viaggi. Non si tratta di mettere tacche su una lista di luoghi da visitare. Si tratta di cercare quei luoghi, naturali o antropizzati, che mi parlano direttamente senza paro...

Australia: perdersi down under - Giorno 16, Monte Olga, Kata Tjuta

Una delle "pecche" di Uluru (ma va detto che è il suo fascino, dopotutto) è che non è possibile penetrarvi se non per qualche gorge.  La visita alla montagna vicina, a forma di diverse teste, mi ha permesso di fare una cosa che sognavo di fare da tanto tempo: perdermi nell'outback, da solo con i miei tempi. Inutile dire che l'esperienza ne è valsa la pena. Ovviamente ho seguito un sentiero tracciato in sicurezza. Il punto è che arriva un momento in cui vuoi stare da soli e riordinare i pensieri. La cosa era necessaria per le tante esperienze accumulate e le tante questioni problematiche portate con me con cui ognuno di noi ha a che fare nella vita. Questa passeggiata, come altre in posti meno estremi e lontane, è stata rigenerante, grazie anche al paesaggio che non mancherò mai di ricordare come pieno di cose nel suo esteso e apparente nulla. Non ho risolto tutto ma il punto è che il cervello ha avuto modo di risistemarsi. Tante cose sono successe qui, tutte piene di ...