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Tra le nebbie a strapiombo sull'oceano - Giorno 2 (e un po' 3), Vagar, prima isola. Non può piovere...così

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Premessa: il soggiorno ha alternato momenti di pioggia a momenti di calma, a volte anche sole. Di per sè, il tempo nuvoloso non preclude nulla perché la cosa bella delle Faroe è che i colori sono intensi anche senza la presenza dei raggi solari. Certo poi col sole assumono tutt'altro tono. Il secondo giorno pieno sull'isola prevedeva il giro del lago sospeso sull'oceano con relativa scogliera. Non si è potuto fare il giorno prima proprio a causa del maltempo. Il luogo è sicuramente più turistico e più instagrammabile ma sempre considerando che in queste isole il concetto di folla non è quello che si può immaginare. Trekking in piano con solo una piccola salita sulla scogliera da cui fare le foto. Come dicevo, le scogliere sono state il tema del viaggio che avrei fatto quest'anno, a prescidere dal luogo in cui sarei andato. La prima scelta purtroppo non è andata in porto ma come seconda non mi posso assolutamente lamentare. Ebbene, arrivati in cima e contemplata la luce...

Tra le nebbie a strapiombo sull'oceano - Giorno 1, Vagar, prima isola. L'acqua e la terra

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Una delle cose fondamentale da sapere delle isole Faroe è la presenza quasi asfissiante dell'acqua. Il termine non è casuale. Avete presente quando il pantano diventa la regola non appena esci dal percorso asfaltato o da una zona cementata? Nonostante ti puoi attrezzare con ogni ritrovato tecnico, rischi di arrivare a fine giornata che devi spalare fango da ogni dove. Detto così, immagino che la situazione non desti interesse e soprattutto voglia di viverla. Beh, va detto che qui si parte da una prospettiva diversa. Questo non è un viaggio di comodità ma di esplorazione. Di uscita dalla zona di comfort cittadina ed immersione in natura, nella sua declinazione più liquida, in piena saturazione. Ecco, forse questo è un concetto che da l'idea di quanta acqua ci sia su queste isole. Ci sono cascate ovunque che cadono dall'alto e per tutto il soggiorno mi sono chiesto dove questa fosse nascosta nonostante potevano essere passati anche un paio di giorni dall'ultima pioggia im...

Tra le nebbie a strapiombo sull'oceano - Giorno zero, La natura della necessità

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Anche i viaggi possono essere compromessi. Detto così, non sembra una gran premessa per questo viaggio. Il punto è che stavolta l'ispirazione ha seguito strade che non si sono concretizzate e quindi ho ripiegato su qualcos altro. Ci avevo provato due anni fa ad andare ma non è stato possibile per problemi di salute e mi sono detto perché non riprovare e capire se l'ispirazione di quel periodo era sensata. Ora, farlo dopo 2 anni, può perdere l'aspetto istintuale della scelta che mi ha spesso guidato le mie scelte. Come dicevo compromessi. Allora ho pensato a cosa fosse necessario sentire in questo viaggio che fosse fondamentale. Oltre ad una naturale predisposizione ai luoghi non ancora affolati di persone, il tema che sentivo scorrere nel flusso dei miei desideri è la commistione, anche violenta, tra mare e terra. Nello specifico, la terra che termina bruscamente in scogliera con la violenza dell'oceano che si scontra contro di essa. Dopo questa immagine da Sturm und Dr...

Sulle orme di Tamerlano - Giorno 10, ritorno a casa

Tornato a casa, alcuni punti interessanti che esulano dei massimi sistemi: - In Uzbekistan fa caldo, anche molto a luglio, ma tendenzialmente all'ombra si sta bene - Non si percepisce molta acqua in natura ma l'uso spasmodico che ne fanno in città oer innaffiare le piante e lavare i pavimenti esterni è impressionante. La polvere è il loro nemico. - A conferma di ciò sono patiti del lavaggio auto. Il nostro furgone era ogni giorno pulito e in giro le auto (esclusivamente bianche, nere o grigie) erano sempre impeccabili. - la verdura merita un sacco. Mai mangiata così buona. - la cucina è un mix russo e turco con qualcosa forse di origine cinese. Buona ma poco varia. - hanno problemi di organizzazione nel servizio a tavola nei ristoranti. Così capita che ti posso togliere il piatto da dotto i denti per darti la portata succesiva oppure lasciare che i piatti si ammucchino. - gente educata, disponibile e molto orgogliosa delle proprie origini. A capire quali siano è un altro discor...

Sulle orme di Tamerlano - Giorno 9, Shahrisabs

Puoi nascere in un villaggio sperduto. Certo, da una famiglia nobile.  Se credo nelle tue capacità strategiche puoi farcela comunque e diventare un re anche se non ti puoi fregiare di un titolo altisonante. Sembra il sogno americano ma è in parte la storia di Tamerlano a cui sono dedicate 3 statue diverse in 3 luoghi per lui importante: in piedi quando oarte da Shahrisabs, seduto sul trono a Samarcanda dove regna e a cavallo a Tashkent dove si prepara a combattere. Vuole emulare Gengis Khan e ci riesce fino ad un certo punto.  Rimedia portando splendore in queste città (almeno nelle prime 2) creando opere che celebrano il suo ego ma che racvontano anche la storia di queste terre dove ci sono regni potenti ma effimeri, al commercio si mischia la sapienza, si fatica a creare un'identità di popoli quando lingue e etnie si mischiano a strati. I suoi discendenti continuano le sue opere ma si dividono e le conseguenze impatteranno la storia dell'India e non solo. Quello che rimane è...

sulle orme di Tamerlano - giorno 8, Samarcanda

In quel surrogato di pellegrinaggio/tratta commerciale che abbiamo fatto lungo parte della via della seta (con importanti deviazioni), lo scopo finale sottinteso è sempre stato l'arrivo a Samarcanda, città cara a Tamerlano nonché al primo presidente dell'Uzbekistan dopo il comunismo. Una delle cose che mi ha affascinato di questo luogo è di tipo concettuale. Se per noi a occidente Samarcanda ha rappresentato una tappa della via della seta, qui la cosa cambia prospettiva e questa città si trasforma nel centro di quel mondo lungo chilometri. Il punto di arrivo per chi veniva dai suoi estremi e quindi acquisisce un ruolo diverso, quello di centro del mondo. Noi siamo sempre stati abituati a considera Roma con un ruolo centrale nella storia dello sviluppo del mondo antico e senz'altro ce lo ha avuto. Questo però ci ha portato a considerare il resto come marginale alla nostra storia, sbagliando. Questo approccio ci ha fatto dimenticare che esisteva ed esiste un mondo ai margini,...

Sulle orme di Tamerlano - Giorno 6 e 7, Nel deserto rosso

Un giorno nel deserto. Di nuovo, dopo 2 anni. Sensazioni diverse, però. No connessione, niente notte stellata. Cambio di alloggio però. Stavolta una yurta. Un po' di gente, chiacchierate casuali con viaggiatori solitari con annesso giro sul cammello. Bagno nel lago artificiale con un'atmosfera surreale. Visita alla tocca di Alessandro Magno e poi giro nella forra con i pietroglifici del paleolitico. Un breve elenco delle cose fatte. La cosa più rilevante però sta nei lunghi trasferimenti. Il deserto è un luogo dove perdere le speranze e riacquisirle all'improvviso. Chilometri di sterpaglie senza nulla all'orizzonte. Ogni volta non mi capacito di cosa voleva diere nei secoli affrontarlo magari trascinando un cammello con le merci da trattare o cavalcando verso la conquista di qualche regno pieno di soldi e di prestigio. Questo mondo apparentemente fuori dal tempo ne è invece pienamente dentro. Come una distorsione quantistica. Anche in parte logorato dall'attesa e so...