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Ellade, quella aspra - Giorno 7 Monte Olimpo e Tebe

Si torna a casa. Non prima di aver percorso circa 500 km da Salonicco ad Atene. Lungo la strada: - Il Monte Olimpo. Maestoso e formato da due cime che formano un trono, detto di Zeus. Si capiscono molte cose della mitologia anche solo guardandolo. Sognavo che ci fossero resti antichi ma pare nulla. - Mare. In Grecia è ovunque. Anche dove ora non c'è più (Tessaglia e Meteore). Un paese che si affaccia sempre sul mare ma ha anche un entroterra molto grande che nasconde tutto e rimane aspro e caldissimo. - Tebe. La terza città dominante dell'antichità. Distrutta da Alessandro il grande e sfondo delle più intense tragedie mai visti (il ciclo di Edipo). Qui sono successe le storie alla base di molte altre storia. Non potevo non andarci per rendere omaggio al teatro greco. - Tirando le somme. Viaggiare soli ti permette di fare quello che vuoi seguendo solo il tuo istinto. Alle volte questo sbaglia e ti trovi a rimpiangere una spalla sulla quale appoggiarti....

Ellade, quella aspra - Giorno 6, Athos addio e Salonicco

Lascito il Monte Athos e il monastero Gregoriou dove ho fatto tante chiacchiere spirituali e non con persone diverse (tra cui una sulla guerra dei Balcani...), torno alla civiltà. Una bella botta. Tanti per far finta di non essere stanco, mi giro mezza Salonicco a piedi, cercando di capire cosa non mi tornava. Digressione. Salonicco è la solita grande città greca che ha subito una storia di distruzione ed è stata invasa dal cemento. Dà l'idea di essere stata bella e ora è solo movimentata. Fine digressione. A parte che fare lo zombie nelle citta mi sta venendo bene, devo dire che la stanchezza e l'isolamento male si coniugano con la civiltà. Ora, Salonicco è una tappa tecnica perchè comunque Atene è lontana. È piena di gente e movimentata. Questo non sarebbe un male ma dopo questi giorni da solo, è come essere caputapultati nella gogna. Certo, scarpe e maglietta fluo non aiutano ma mi sono rimaste solo quelle. Poi fa ca...

Ellade, quella aspra - Giorno 5, Monte Athos

Troppe cose da dire. Lunghe. Complesse. Oggi sono passato dal quasi avere un attacco d'ansia alla passeggiata contemplativa. Dal sentirsi abbandonato all'apprezzare la solitudine. Ora, devo dire una cosa per me un po' difficile. Avere fede è l'unica costante. Qui, ora. Quassù si è più vicini al senso di tutto. Dio è in ogni cosa. Poi vi racconterò i segnali ma non sono stati quelli all'avermi fatto sentire tante cose. La vita è un miracolo. E io ne sono il fautore, come ognuno di noi. Il monte Athos ti allontana da tutto per farti ricentrare. Sta poi ad ognuno di noi mantenere la centratura.

Ellade, quella aspra - Giorno 4, Ancora Meteora e Verghina

Non contento di essermi arrampicato in un monastero, oggi me ne son sparati due. Uscito dall'albergo inquietante con la padrona ubriaca, salgo di nuovo sù. Scopro così la storia di Meteora e la vita di questi monaci. Oggi troppo turistica ma ancora segregata. È difficile spiegare la percezione del senso del limite, della distanza tra il mondo meditivo e quello moderno. Aree chiuse al pubblico. Per caso intravedo un monaco che cucina, subito pronto a fuggire dagli sguardi curiosi e inopportuni. Piccole cittadelle per aria, dove c'è tutto e niente. Lontani dal resto e a rischio di estinzione. Chissà, sul monte Athos avrò modo di capire meglio l'ortodossia. Certo è che quell'area proibita nelle chiese, mi attrae moltissimo. Il mistero del divino è sempre lì,

Ellade, quella aspra - Giorno 3, costa di Pelion e Meteora

Alzarsi col suono del mare. Aprire la finestra e essere inondati dal sole. Scendere e fare il bagno la mattina. In silenzio, in una limpida. Immergersi ascoltando i rumori sottomarini. C'è da dire altro? Io non sono un patito del mare. Non amo stare in spiaggia per troppo tempo. Odio la sabbia e mi innervosisco. Solo che...qui tutto è fuori dal tempo che il tempo stesso diventa tuo. Questo anche grazie a Poseidone e Apollo. Mattinata incorniciare. Peccato ripartire ma sono contento di aver dovuto espiare per godermelo. Proprio vero che niente ti viene regalato se non sai coglierlo. Tornando al viaggio, rifaccio la stessa strada per quella oretta buona che ci avevo messo il giorno precedente sotto la pioggia. Stavolta metto la musica e faccio le foto godendo dello splendido paesaggio. Sto ca..o di Giasone! Viveva in una splendida baia e l'hanno cacciato, in cerca solo di guai. Passano tre ore di una sterminata pianura. La Tessaglia è lunga e piatta. Non s...

Ellade, quella aspra - Giorno 2 Capo Sounio e Termopili

Penso che per molti, viaggiare soli sembra molto strano. Soprattutto se si è italiani, abituati alla compagnia. Pensate allora di viaggiare come fa Simone. Lo dico subito. Sono un cojone. Stavolta però ho fatto bene l'itinerario, tranne una tappa. Decisa all'ultimo. Indovinate quale è e com'andata? In teoria Atene-Pelion prevedeva 5 ore. Peccato aver inserito Capo Sounio che è esattamente dalla parte opposta. Prendo la macchina in anticipo, sognando un bagnetto in mare verso sera. Pare che guido un voyager ed è solo un'Astra. Capo Sounio. Ore 13:15. Tempio e cittadella da scalare. Come da prassi, caldo e sudata ma non troppo che la Gianna di mare allevia l'impresa. Tutto splendido. Egeo e isole da sogno. Si riparte dopo un'insalata. Tempo stimato di arrivo 19. Lungo la strada capisco quanto l'attica del sud sia praticamente una propaggine di Atene. Ad un tratto il paesaggio brullo fa posto al verde e comincia lo spettacolo. Arrivato allo strett...

Ellade, quella aspra - Giorno 1, Atene

Per la seconda volta viaggio in solitaria. Per scelta, dettata dalla necessità ma anche dall'oppotunità. Si comincia dalla capitale. Appunti sparsi. Qui ci sono bancomat ovunque. Ok il turismo ma non c'era la troika a comandare. Da indagare quando se ne avrà l'opportunità. I gatti sono ovunque e amano decisamente le rovine. Chissà, magari una volta erano imperatori o tiranni. Il greco moderno suona strano. Io, che sono crescito nel culto di micenei, cretesi e i cavalieri dello zodiaco, pensavo fosse più drammatico mentre sembra solo molto malinconico. Atene è meno peggio di come la ricordavo. Non è bella ma credo che la si apprezzi molto se solo si allunga lo sguardo. In alto e con l'immaginazione. Il museo nazionale è tenuto meglio di quello del Cairo, solo con la variabile di quante sale apriremo oggi. Ovviamente io che cerco Prassitele o Lisippo rompo le balle ai gentilissimi supervisori delle tante stanze. Bellissime. Non vi fome...