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[Perfida Albione day one] deep in the countryside

Di nuovo in giro. Immerso nella campagna inglese. Albergo nel paesino sperduto poco lontano dal Galles. Stavolta in compagnia del collega con un'idea vaga di quello che si andrà a fare. La campagna inglese è rilassante. Tranquilla. Forse troppo per viverci. La cosa bella di questi viaggi nei vari stabilmenti è che ti permettono di entrare dentro il paese. Lontano dalle grandi città. Magari entrando in contatto con una verità più consistente. Ne parliamo domani. Intanto penso alla mia vicina di posto in aereo che beveva allegramente il suo gin tonic . Perché giustamente durante il volo devi saperti trattare bene

[ Trasferta ammericana day eight] Comeback home

Situazioni strane. Sul treno uno credo di origini slave si guarda Beatiful sullo smartphone. Va beh. I newyorchesi hanno qualche problema con le porte. Una fatica ad aprirle, che siamo degli autobus o dei negozi. Rischi la decapitazione se non ti sbrighi. E non era solo colpa del mio problema nel leggere ed interpretare il verso. Alla fine quindi? Quindi per me New York è un problema. Ti inganna con le sue strade in croce numerate, facili da capire tanto da farti pensare che ci vuole poco a fare un paio di avenue e una decina di Street. Tanto che a fine giornata hai camminato chilometri. Mancherebbe un appoggio qui che ti facesse conoscere la città da abitante ma va beh. Intanto la pisantata bellissima a teatro me la sono vista. Ah ah ah. Anzi AH AH AH. Pippa del giorno. Tutti questi grattacieli sono abitati o sono vuoti? Cioè pure a brooklyn ne ho visti settantordoci in costruzione. Va beh 9 milioni di abitanti ma servono veramente. Brooklyn più rilassante...

[Trasferta ammericana day seven] All'improvviso una serata a teatro

New York ti sfinisce. Ti inonda. Ti strega. E ti fa sognare col teatro. Ovviamente ho beccato una recitazione in puro stile british e non ho capito molto. Quei due sono due mostri e ha comunque meritato. Ho camminato tanto. Ho visto tante cose come gente che sull'autobus porta specchi enorme e porte per metterle nei propri appartamenti. Ho visto negozi, sopraelevate rese parchi. C'è tanto da dire ma anche no. Sono stancherrimo. Ora dormo che domani valigia, ultimi giri e poi si torna. Non dormirò per un bel po'.

[Trasferta ammericana day six] Girando per il New Jersey...

...si incontrano vecchie conoscenze. Colleghi visti tempo fa, magari ad un'allegra cena di lavoro. Il bello è che si ricordano, sono gentili con te. In qualche modo ti senti parte di un gruppo di cui spesso ignori di far parte. Parli col superboss (alto almeno settandorci metri) in una atmosfera rilassato. Qui negli uffici regna il silenzio anche sono immensi open space. Anche se hai molto da fare non c'è l'ansia che ti cala come una scimmia sulle spalle. Poi le cose strane. Nei bagni ti spiegano come lavarti le mani bene, con visual aid ed altro. Sapendo che sei italiano, la prima cosa che ti chiedono è se vuoi un caffè "vero", fatto con l'espresso. Tu accetti ma ben sai cosa accadrà. Oggi è arrivata la tazzina, colma come non mai col caffè un po' bruciacchiato. non parliamo dei millegustituttiinsieme dei loro piatti. Io qui non ho molta fame forse perché se ne mangi un boccone il tuo fegato urla di non fare altro. E' vero, puoi sceg...

[Trasferta ammericana day five] una cena che può durare tre ore

Giornata di fine workshop. Progetto complesso. È stata dura. Forse troppa roba da conoscere. Torno in albergo spompato. Non ho fame. Visto che piove non si esce. Così io e Nancy, la collega cinese, rimaniamo a cena in albergo. Beh dura tre ore e parliamo di molte cose. Del suo paese, del mio, di come i punti di vista siano diversi. Qualche risata. Viaggiare per lavoro ti permette se vuoi di conoscere un sacco di cose. Certo gli alberghi sono luoghi di nessuno ( Paris il tuo hotel non è cool) ma essere cacciati dal ristorante perché si è fatto tardi è impagabile. Vuole dire che il tempo ha sempre un suo valore. Se sia economico o umano sta a noi la scelta.

[ Trasferta ammericana day four] Essere Global e anche glocal

Sarò breve. Giornata lunga di riunioni dove la propria visione del mondo si allarga e rischi di cadere. Opportunità, rischi, scenari, persone. La cena in riva all'hudson con vista New York parlando di tante cose. Pensieri di vario tipo nell'ombellico del mondo. Poi tornando a casa vedi la luna spostarsi ed attraversare la Freedom Tower e rimani scioccato. Sto cominciando a pensare in inglese e a capire tutto. Essere al centro ti fa definire i confini. O almeno a rendere la potenzialità un arma da usare per ricentrarti. È il solito mio terzo giorno. Passati i due di adattamento le cose risultano più liscie. Poi chissà...

Trasferta ammerricana Day Three] C'erano un ammericano del sud, una cinese ed un italiano...

Primo giorno di sessione meeting a livello globale. Devo dire che i primi giorni sono tosti in termini di immersione con l'inglese. Mille argomenti di cui parlare, un sacco di aspetti per cui ne sono molto poco. Ho mangiato un ignobile pizza per pranzo e sofferto il freddo in una sala riunioni prossima monita di aria condizionata fredda non modificabile. Finite le lamentele ho al solito brillato nella conversazione a cena, composta dai membri in oggetto. Prima un ovvio passaggio da Macy's giusto perchè oggi il Mall non poteva mancare nella schedule. Ah, il locale della cena era un "classico" locale delle Bahamas. Tipico direi. Certo che puoi essere dappertutto e rimanere nello stesso posto qui negli States. Tra le figure da solito italiano, ho scoperto l'anima repubblicana del sud e una visione cinese della democrazia. C'è poco da fare. Queste sono le cose che validano i viaggi e la gente che conosci nel mondo. Avere un'istantanea di come acc...