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Urla così sei il più credibile, in cerca di un non-senso

E' innegabile. Se urli più forte, vinci. Ma vinci cosa? Cosa? Ennesima polemica politica (Napolitano e il Fatto Quotidiano) per esempio. Mai come in questo periodo (frase stra-abusata, purtroppo) si riesce a capire qualcosa. Solo rumore, spesso fastidioso. Fai fatica a capire nel frastuono. Se non capisci, tendi a travisare. Travisando, ti inserisci nel giro pensando di dover dire qualcosa di importante. Che forse non ha senso. Ecco, la ricerca di senso sta diventando vana. E ci sta anche la frase fatalista che nulla ha senso ma sappiamo tutti che non ci crediamo fino in fondo. La logica esiste perché ne hai bisogno, quando ne hai bisogno. né più, né meno. Al di là delle ricerche filosofiche del Senso, qui intanto sta diventando il Caos. Un Caos sistematico, molto meno imprevedibile di quello che pensi. Perché pensi che sia uno stato voluto, dove è meglio annaspare che fermarsi, raccogliersi, sentirsi e prendere una decisione. Non frutto di una disperat...

Basta cambiare aria

Sarà essere a 600 km lontano da casa. Sarà sentire tante voci diverse. Sarà parlare di cose che in fondo si ridimensionano. Sarà... L'importante è portarsi dietro qualcosa. Lasciare che sedimenti. Poi qualcosa ne uscirà fuori. È quello che ti riprometti. Sarà...

Il succulento gusto dello sangue sterilizzato

Vorresti parlare di cose belle ed interessanti (almeno quelle che ti sono venute agli occhi) ma non ce la fai. Perché subito vengono spazzate via da un sentimento dirompente che ti nasce da dentro e non vuole altro che uscire a valanga. La chiami Rabbia, Incazzatura, Frustrazione, vedi un po' quello che calza meglio. Quindi pronto per seguire il tuo istinto, esci dal tuo mondo interiore e ti affacci al mondo. Accendi la TV e la gente urla di professione. Apri Facebook, Twitter o altri social network e la gente non fa che litigare. Ti dici che uscendo di casa le cose cambiando ma ti rendi conto che invece di Buongiorno ti esce un Vaffanculo. Ora, fermati. Respira e cerca di pensare. Chiediti perché. Ci vuole fatica. Basta anche una semplice battuta o una piccola buca sul vialetto di casa e perdi la concentrazione. Ritenti, ci provi di nuovo magari con un maggior astrazione (perché ce ne vuole). Perché si è sempre più spesso uno contro l'altro, tutti contro t...

Tutti i talk show che vuoi....e non desideri

Avevi in mente una serie di post relativi alla comunicazione nell'era digitale. Il primo riguarda i millemila talk show che oramai imperversano nei vari canali generalisti, insieme ai programmi di cucina e di gente che canta. Avete notato quanti ce ne sono? Vi siete chiesti come mai? Beh, innanzitutto costano pochissimo e rendono parecchio. Molteplici pause pubblicitarie e costi di produzioni bassi. Ai politici piacciono troppo perché senza tante stronzate che dicono non farebbero notizia. Ai non politici fa figo crearsi proseliti tra il pubblico smerdando il personaggio di turno. Da semplice spettatore ti chiedi spesso: "Ma alla fine che hanno detto? ho capito qualcosa?" Cercate di filtrare la rabbia e la partigianeria che suscitano. Non è facile perché tante cose ci toccano troppo da essere obiettivi relativamente ai fatti/dati che ne escono fuori. E' come essere in una riunione dove si presume ci sia un'agenda ma dopo appena due minuti già le ur...

America...Il grande social network

I tuoi viaggi te li porti sempre dentro. Sedimentano lentamente o bruscamente ma riemergono improvvisamente, come piccole rivelazioni. Se poi si tratta di un viaggio fatto nel paese straniero che meglio conosci perché cresciuto ed educato anche dal suo immaginario collettivo, quasi paragonabile ad un patheon, moderno ma allo stesso modo efficace e rappresentativo. Quale chiave di lettura scegliere? Così una sera te ne capita uno che sembra essere calzante. Ho rivisto "The Social Network". Il film sulla creazione di Facebook, diretto da David Fincher e scritto di Aaron Sorkin. Al di là della fattezza (notevole) del film, realizzi che la storia parla dell'America e di come sia l'unico posto dove un social network di tale portata poteva nascere. E' il paese delle possibilità, del mito del self made man, delle idee e delle parabole del successo. E' anche il paese che ha un tremenda capacità di parlarsi, farsi conoscere tra le sue molteplici razze e c...

On the road again - Giorno 15 - Avvicinamento a Denver...e al rientro

Quando 5 ore teoriche di macchina diventano 7. Ed incontri un traffico assurdo per motivi ignoti ed incomprensivi sulla interstate 70, oltre al traffico di Denver che somiglia vagamente a quello del raccordo di Roma. Pensavamo si fossero riesumati i dinosauri per spiegare l'evento. La giornata e' stata allietata poi da uno sconto di 20 dollari per aver intasato noi il bagno del motel. Le risorse in tempi di magra sono infinite. Il Colorado e' lo stato dalle mille sfaccettature. Altri canyon, boschi, laghi, montagne. Tutto immerso in un atmosfera western. Il ritardo di oggi non ci ha permesso di fare una capatina a Denver citta'. La stanchezza e' alta e ci aspetta praticamente un giorno di viaggio per rientrare, stremati considerando le temperature polari dell'aereo e i sedili che ovviamente non sono fatti per dormire. Quindi domani non postero' nulla. Al rientro, dopo aver metabolizzato tutto, parlero' di questa America vista nella sua vastita...

On the road again - Giorno 14 - Mesa Verde

Forse per capire tutto il sud ovest degli Usa può essere utile vedere il sito di mesa verde.un sito archeologico in nord america. Proto nativi americani che scompaiono improvvisamente dopo aver costruito villaggi tra le rocce. Un bel mistero. Oggi per avvicinarci a Denver ci siamo persi nel Colorado. Beh è stato singolare. Si passa da paese tristi anche nel nome, Dolores, a certi fashion come Telluride. Altri col simbolo di un castoro gigante.Altri con tipi che ti inseguono con un paio di corna di bufalo sul cofano. Poi entri in locale e il mondo fuori sembra scomparire perso cercando di sopravvivere ad una buffalo wings da fiamme e le rib infinite. La chicca della giornata è stata la guida per mesa verde. Era un ranger del parco.indovinate il nome? Come poteva chiamarsi se non john Wolf? Subito si è richiamato alla testa il manuale delle giovani marmotte. Stessa saccenza mista a saggezza aggiunta di cabaret.tutto questo con i minuti contati perché qui tutto h...