È strano perché nel raggio di km, a vista d'occhio sembra non esserci nulla. Uscito da Gravina in direzione Castel del Monte, ero curioso di capire cosa rendesse unica una zona poco chiacchierata del nostro sud: le Murgie.
Ecco, dall'alto del castello la conferma: essere al centro del mondo ma in mezzo al nulla.
Da lontano si vedono Il Gargano e il mare con le mille città bianca. Dall'altra parte l'orizzonte, fatto di qualche albero e tanti prati pieni di rocce.
Pronto quasi per una battuta di caccia.
Il viaggio in macchina è in solitudine. Campi a vista d'occhio su questo paesaggio leggermente curvato dove i contadini faticavamo tra le rocce presenti nel terreno e il sole cocente.
Non è un caso che la vita casalinga fosse sotto terra, anzi sotto roccia. Gravina (e non solo) testimoniano un mondo del sottosuolo vitale e intricato, inventando una vita multilivello, fatta di povertà e opportunità.
Questo paesaggio, al tramonto, mette anche tanta malinconia. Forse dettata dalla percezione di una vita sofferta, soprattutto in quel passato dove Federico II decise di abbellire con le sue dimore.
Forse in uno degli ultimi momenti quando queste terre splendevano di vita.
Circa 800 anni fa.
Mi rimarranno nel cuore, da qualche parte, come campionario di un tempo che fu.
Quasi cristallizato.
Buon proseguimento.....👍
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