Davanti ai calanchi sembra esserci solo desolazione.
Quella affascinante, però. Dettata da quel senso romantico che non si schioda dall'immaginario. Che rende idealmente produttive terre che non lo saranno mai.
Poi quel colore ocra chiaro che in inverno non da alcun senso di desolazione come sarebbe in una calda estate.
Ho visto Craco e la cripta del peccato originale. Quello che ne esce fuori è la vita ti obbliga ad abbandonare qualcosa di caro ma anche a tenerti stretto un luogo impervio cone una grotta su un costone della gravina.
Carlo Levi è stato risucchiato da questi posti e, quasi 90 anni dopo, ne capisco il senso per quanto deviato dai miei occhi sicuramente più postmoderni.
Lontani da tutto e persi nel profondo (per inciso, le strade sono veramente strane da farti trovare all'improvviso davanti ad un impianto di estrazione del petrolio quando ero in cerca delle dolomiti).
Tutta la civiltà sta in alto sembrando di essere sul tetto del mondo mentre giù è tutto un misto di argilla, campi, fiumi e arbusti.
Sembra di non vedere un orizzonte certo e la destinazione non è mai vicina.
Figurarsi chi, come me, decide di girare un po' a caso in cerca di qualcosa di ignoto a se stesso.
Così per caso ho iniziato l'audiolibro sul libro di Carlo Levi.
In cerca di una risposta all'annosa domanda sul senso di quello che c'è.
Qui in Lucania ma non solo.
Tutto descritto in maniera eccelsa!£
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