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martedì 15 settembre 2026

Tra le nebbie a strapiombo sull'oceano - Giorno zero, La natura della necessità

Anche i viaggi possono essere compromessi. Detto così, non sembra una gran premessa per questo viaggio. Il punto è che stavolta l'ispirazione ha seguito strade che non si sono concretizzate e quindi ho ripiegato su qualcos altro. Ci avevo provato due anni fa ad andare ma non è stato possibile per problemi di salute e mi sono detto perché non riprovare e capire se l'ispirazione di quel periodo era sensata. Ora, farlo dopo 2 anni, può perdere l'aspetto istintuale della scelta che mi ha spesso guidato le mie scelte. Come dicevo compromessi. Allora ho pensato a cosa fosse necessario sentire in questo viaggio che fosse fondamentale. Oltre ad una naturale predisposizione ai luoghi non ancora affolati di persone, il tema che sentivo scorrere nel flusso dei miei desideri è la commistione, anche violenta, tra mare e terra. Nello specifico, la terra che termina bruscamente in scogliera con la violenza dell'oceano che si scontra contro di essa. Dopo questa immagine da Sturm und Drang romantica, provo a spiegare (posto se ha senso farlo per una sensazione). Fondamentalmente è una questione di necessità. Oltre alla necessità di staccare dalla routine, fatta di troppe voci e troppe responsabilità, l'idea di pensarmi su una scogliera guardando l'orizzonte, coperto da nuvole che filtrano raggi di sole e in balia del vento, era qualcosa che risuonava col me stesso di oggi. La ricerca di una via oltre il confine della mia zona di sicurezza che ultimamente mostra spesso gli svantaggi rispetto ad altro. Nessuna ambizione di trovare risposte ma la necessità di stare su quel confine e guardare cosa c'era. Alla soglia dei 50 anni forse è inevitabile chiedersi se le scelte fatte siano quelle "giuste" per me e se non ci sia altro che si sta perdendo proprio lì vicino. Queste isole sembrano essere un'idea di mondo che emerge dall'acqua e cerca di collegare le varie parti di sè evitando di disperdersi. C'è chi diceva che ogni uomo è isola. A me piace pensare che siamo un arcipelago che prova a tenere insieme le proprie parti, collegandosi con ponti, traghetti, gallerie subacque e voli in elicottero. Può arrivare la pioggia, il vento, il sole e le nuvole. Poi passano. Come passano le migrazioni degli animali, che siano uccelli o cetacei. Anche uomini e donne che scelgono di fermarsi qui, dove vivere è sicuramente più complicato di posti meno esposti. Queste sono premesse, non tanto aspettative, su quello che potevo trovare. Parlavo di compromessi all'inizio. Beh, mi pare che per essere un ripiego non sia privo di cose interessanti. Salgo sull'aereo e parto.

venerdì 5 settembre 2025

Sulle orme di Tamerlano - Giorno 5, in giro per Bukhara

È meglio l'URSS o il capitalismo?
La discutibile domanda emerge dopo il giro di Bukhara con la guida italiana che ha facilitato certe domande più scivolose.
È un tipo di domanda che ho sempre trovato fastidiosa proprio perché prevede una risposta secca ad una questione dalle migliaia di sfumature.
Qui rimane interessante proprio perché introdotta e sviluppata dalla guida stessa.
In un tono evidentemente provocatorio porta con sé la difficoltà di dare un senso preciso alla propria storia quando vissuta sopra la propria pelle.
Al di là del proprio pensiero a riguardo, evidenzia come noi siamo parte di un sistema che influenza il proprio giudizio e che spesso rimane superficiale quando si tratta di valutare le motivazioni dell'altro.
Cosa diversa dal doverle giudicare secondo il proprio metro. Ci si ferma prima e, cioè, cosa muove l'altro. È chiaro che facendo questa riflessione si può andare in confusione per vari motivi: ignoranza, supponenza, stanchezza, pigrizia e altro ancora.
Così alla domanda iniziale come si può rispondere, riferita in questo caso a questo stato ma volendo applicato a tutte le questioni che ci portano a scontrarci per affermare la nostra credenza?
Ovviamente non lo so per una serie di motivi, inclusi quelli elencati poco fa.
Penso però che forse la domanda stessa sia poco interessante di per sé e limitativa.
In questo caso la sto spostando verso una conoscenza delle contraddizioni e quindi delle diverse realtà del paese che visito ogni volta.
Nel tempo limitato che mi posso concedere, magari facendomi dare, come oggi, una lista di libri per approfondire parzialmente qualcosa.
Così la prossima che capita una domanda del genere, giro pagina e continuo a documentarmi.

lunedì 4 settembre 2023

Anime nel deserto - Giorno 4, sull'Atlante

Strade vuote col sole a picco.
Tarda estate, colori sfumati, pietre carsiche.
Questo è l'alto Atlante.
In altre stagioni, si può vedere quel verde che va oltre le valli pieni di piantagioni.
Set per film già realizzati e anche solo immaginati. Luoghi lunari e fantasiosi, fuori dal tempo ma che rimangono dentro il proprio immaginario.
Essere qui, alle porte del Sahara, dove comincia quello tanto desiderato.
Poi arrivare a Ait-Ben-Haddou, con quelle case rosse arroccate sulla roccia...
Un'esperienza fondamentale che accade esattamente nel 4° giorno. 
La mia tara mentale dei 3 giorni viene rispettata.
Prenderne consapevolezza così aiuta a capirsi e a capire come il mondo e io stesso ci dobbiamo ogni volta conoscere.
Per capirci.

domenica 3 settembre 2023

Anime nel deserto - Giorno 3, desolazioni ocra

Per una variazione sull'itineraneo, ci troviamo di nuovo sull'oceano.
Scogliere, dune, colline riarse.
Trasferimento col pulmino dove il tempo si dilata.
Tutto è ocra ed è a suo modo affascinante.
Riconosco che quell'ocra mi rispecchia, più di quanto voglia ammettere.
Potrebbe descrivere il mio stato d'animo se solo un colore potesse farlo.
Poi quella sensazione che mi prende quando guardo l'orizzonte.
Col desiderio di essere dall'altra parte di quel mare d'acqua, in un luogo che non saprei neanche definire ma che sale in cima ai miei pensieri.
Ed è assurdo perché si svincola dal luogo dove mi trovo che reputo bello e meritevole di esserci.
Sarà proprio da questo che capisco di essere in cerca di centratura, dove tutto che sta accadendo nella mia vita si tinge, appunto, di ocra.
Di solito mi servono 3 giorni per virare verso una vera modalità di viaggio e tutto ciò che accade nel mentre è necessario per questo processo.
A volte fantastico se tutto questo processo mentale sia saltabile, l'inseguimento di uno stato di consapevolezza successivo.
Ahimè, non credo che sia possibile per me ed invidio un po' chi riesce a farlo quasi immediatamente.
O, almeno, questa è la mia impressione.
Vengo distratto, alzo lo sguardo e vedo ocra fino all'orizzonte.
Aspetto.

sabato 2 settembre 2023

Anime nel deserto - Giorno 2, sull'oceano

Dopo un 3 e mezza di viaggio, lasciata Marrakesh, arriviamo a Essaouira, città che si affaccia sull'oceano Atlantico.
In questa stagione, la campagna marocchina è abbastanza brulla, fatta di terra ocra, ulivi e piante di frutta secca, tra cui l'argan.
Trovarsi d'improvviso l'oceano è sempre una cosa che mi sconvolge, ogni volta che giro per il mondo.
Sarà perchè nella mia vita ho visto e vissuto principalmente solo il Mar Mediterraneo ma ogni volta che me lo trovo davanti provo sensazioni forti.
Se si aggiunge una città di frontiera cone questa, molto più mescolata con la cultura berbera, il "danno" è fatto.
Amo le città dove si percepisce la frontiera. Dove tutto è un po' di qualcosa ma mai di totalmente definitivo.
Meno casino rispetto a Marrakesh, un turismo meno percepibile e una sostanziale dimensione fuori dal tempo.
Mangiare pesce nelle invadenti bancarelle vicino al porto, camminare liberi nei suk pieni di odori e colori, gustare del tè caldo alla mente, sono quelle cose che ridimensionano me stesso all'interno del mondo civilizzato.
Strade ed edifici in parte diroccati, simboli di stati mentali che un po' si specchiano con quello che siamo. Che tolgono perfezione dalle nostre teste e inseriscono la realtà come una nuova forma di bellezza.

giovedì 31 agosto 2023

Anime nel deserto - Giorno 1, Marrakesh, veramente express

Nella formula di viaggio scelta, la sosta nelle città è sempre molto veloce e l'impressione finora è che le capitali reali meritino più tempo per essere apprezzate.
Per esempio, l'impressione su Marrakesh in tarda serata all'arrivo e questa mattina presto non è stata particolare. Grazie ad una visita guidata dedicata fortunatamente il giudizio si è evoluto e posso dire che merita di prestargli attenzione, soprattutto se la si gira a caso, come piace a me.
Non è un mistero che il mondo mediorientale mi affascina sempre di più.
In generale quei luoghi di frontiera che si sono generati anche per colpa della geografia del territorio.
Un'anima tormentata come la mia non può che essere qui, sotto un sole cocente, a perdersi dentro madrasse o suk.
È una bellezza fatta con l'accetta. È ordinata solo nei luoghi di culto, pieni di geometrie ricorsive (altra fissa degli ultimi anni), in costsnte ricerca di wuell'inquadratura perfetta che non esiste.
Poi esci e vedi quel caos, spesso sporco ed invasivo, tanto da richiederti la costante conquista di uno spazio.
Uno spazio nel mondo come leitmotiv di quest'esistenza.
Faccio una doverosa precisazione. L'umore del momento è diverso da quello di altri viaggi.
Sarà un giro di riassestamento con, spero, momenti di meraviglia.
Pertanto quello che scriverò sarà più come sto io in questo contesto che descrivere la bellezza del luogo.
Quella aiuterà di sicuro.

mercoledì 30 agosto 2023

Anime nel deserto - Giorno 0, Si parte

Ansia a mille.
No focus.
Zero punti di riferimento.
Zero aspettative.
Tra poco mi ricostruisco, quasi da zero.
Se non è questo viaggiare, non so cos'altro sia.
A domani

martedì 29 agosto 2023

Anime nel deserto - Giorno -1, Prima di partire

Domani parto per il Marocco. Siamo alle solite. Ansia dell'ignoto. Se c'è la consapevolezza di vedere qualcosa di bello, dall'altra parte tutta la fase preparatoria è sempre una specie di supplizio (famose a capì, non sono questi i problemi della vita ma sto descrivendo un viaggio). Sono nella fase del pentimento. Non ne capisco mai il perché. Sarà il dover preparare la valigia e ridefinire ciò che è veramente importante portare? Sarà il fatto di dover incontrare gente che non conosco? Sarà lo sbattimento di dover trascinare la valigia (con quello che rappresenta, cioè la mia essenza materiale) in un ennesimo on the road pieno di ore di trasferimenti, pieni di voragini emotive? Stavolta parto più scarico del solito e lo scrivo per ricordarmelo in futuro. E' stato un anno diverso. Diverse attivazioni emotive, da tempo messe da parte, si sono risvegliate anche per necessità. Facile pensare subito a situazioni sentimentali ma il discorso è molto più esteso. Tutto questo mi ha praticamente spolpato di emozioni e mi trovo oggi, prima di partire, a non avere energie per entusiastarmi. A questo aggiungiamoci che dopo il mega viaggio in Australia, sento di esserne ancora "appagato", per quello che vuol dire. Quindi non posso che dirmi "Stavolta chissà...". Come al solito, sto lì in attesa di stupirmi. Spesso è più facile di quello che si prevede.

sabato 1 ottobre 2022

Ritorno negli Usa - Giorno 6, Union e ritorno

Scontando pesantemente la camminata di ieri nella city, oggi è stata un'ulteriore giornata di riunioni, forse la più intensa.
Stanchezza e argomenti più "delicati" hanno fatto virare un po' il giudizio molto positivo dell'esperienza.
Stavo pensando però anche ad altro.
Alla stanchezza fisica, si è aggiunta sicuramente quella mentale (6 giorni parlando e ascoltando solo inglese di diverse provenienze sono sfidanti).
Ce n'è una terza.
In mancanza di altro la definerei culturale.
Tolto quanto detto e stradetto su vari luoghi comuni, ho avuto molte volte la sensazione di vivere la vita in modo diverso. Una questione di ritmo e urgenza.
Ovviamente la mia è una bolla di interazioni molto specifica (colleghi/e che lavorano per un'industria) quindi voglio stare attento nel non generalizzare troppo.
Priorità diverse così come necessità diverse che generano tensioni.
Esempi "dell'altra parte": 
- La dedizione temporale al lavoro, che porta a non avere voglia di fare ferie più lunghe di una settimana o essere reperibili costantemente per cose non prioritarie
- rispetto gerarchico dei superiori ma anche una forte settorializzazione/specializzazione che porta ad una moltitudine di partecipanti per coprire un intero flusso d'informazioni.
- come dicevo qualche post fa, una visione molto "locale" degli avvenimenti, il mondo ridotto alla propria zona, forse figlio di una tendenza a scomporre in settori di specializzazione.
Questi ne sono alcuni. Ce ne sono altri a cui va aggiunto quello che porto io, come italiano e come abitante di un paese culturale e secolarizzato.
Questo mi pare però sempre alla stessa conclusione: qui non potrei starci per troppo tempo. Rimango sempre con quel senso di spaesamento mista alla spersonalizzazione. Rispetto all'Australia, qui non mi sento di essere piccolo in mezzo all'immenso che mi aiuta a centrarmi ma piccolo in mezzo ad un paesaggio spersonalizato.
Ovviamente non sto parlando solo di natura ma credo più banalmente di sentirsi in sincronia col contesto.
Questo per dire che le cose belle di questi giorni rimangono ma non mi sembrava giusto rimettere tutto in prospettiva.
La mia, ovviamente. Fallace e insindacabile 

venerdì 30 settembre 2022

Ritorno negli Usa - Giorno 5, Iselin + New York City

Tralasciando che è sempre una cosa emozionante tornare nella grande mela anche se per qualche ora, New York è quasi una costante nella mia vita lavorativa da più di 10 anni ormai.
Stavolta poi dopo una giornata di incontri lavorativi e soprattutto per un meeting molto sui generis: campo base di golf coi colleghi organizzato solo per me.
Sono contento che tutti qui hanno mostrato apprezzamento per il mio lavoro e per la mia compagnia.
Fa piacere sapere di aver seminato bene rapporti che vanno oltre il lavoro.
Sì, in un'epoca post pandemia dove tutto si può fare da remoto, magari da casa, questi viaggi perdono un po' in termini di utilità.
Ma non è corretto. I legami possono essere tessuti in molti modi. Vanno consolidati però e cosa c'è di meglio di una birra e qualche battuta per farlo oppure una riunione faccia a faccia con annesse strette di mano e pause caffè.
Per me questo è fondamentale e insindacabile.
Quindi oggi sono contento anche se ovviamente sono una pippa a golf.


giovedì 29 settembre 2022

Ritorno negli Usa - Giorno 4, Seneca parte terza

Forse stavolta ho compreso meglio cosa voglia dire vivere nel sud.
Intendo non solo a livello razionale ma ad uno più profondo.
Questo non solo grazie ad amici che abitano qui ma anche alle varie chiacchierate coi colleghi che ci vivono, sia nel caso che ci siano nati sia se vi ci sono trasferiti.
C'è poco da fare. Più tempo hai per starci, più accumuli sensazioni soprattutto se non c'è quell'aspetto turistico di cui parlavo nel post precedente.
Le volte precedenti c'ero stato meno e con meno interazioni ma stavolta paradossalmente la mole di incontri avuti ha aiutato tanto.
Questo vuol dire che ci abiterei? Non proprio.
Cosa ho scoperto quindi?
Che la realtà è sempre più complessa di quello ci porta a dividere il mondo in bianco e nero.
Sud sudista, grezzo, intollerante, confessionale e tante altre cose. Queste ci sono e sono rilevanti.
È anche un posto che ha tanti vantaggi sociali, soprattutto se comparato ai ritmi frenetici di un nord troppo votato alla performance spesso senza senso.
Il clima e il paesaggio aiutano ad essere connessi con il ciclo naturale delle cose. Fa poco freddo ma neanche troppo caldo.
C'è spazio e la gente è amichevole.
Il costo della vita è più basso e il lavoro c'è se si ha voglia di mettersi in gioco.
È un notevole cambio di vita che molti non sarebbero disposti a fare ma ho visto gente contenta di stare lì e questo dice molto.
Vite che non potrebbero essere la mia ora ma mi fa pensare come spesso la realtà ci offre la possibilità di vedere le cose in maniera più estesa e stratificata.
Scrivo poco dopo le elezioni e non sono contento del risultato. 
Cosa c'entra questo?
Molto se si mette in prospettiva cosa si vuole nella vita e cosa realmente ha impatto su di noi e le nostre scelte
Scelte di approccio e di interpretazione.
Le situazioni trovate qui possono essere costruite anche in luoghi più vicini a noi. 
Cerco di essere ottimista poiché andando in giro capisco che dietro l'angolo c'è sempre qualcosa che apre uno spazio per una possibilità nonostante accadono tante cose brutte e incontrollabili.
Spiragli di porte che potrebbero essere aperte.

mercoledì 28 settembre 2022

Ritorno negli Usa - Giorno 3, Seneca parte seconda

Viaggiare per lavoro è molto diverso da farlo come turista.
Prendete un momento come questo.
Camminiamo poco prima del tramonto sulla Main Street di un anonimo paesino di poche migliaia di abitanti.
Cerchiamo un ristorante e stranamente abbiamo parcheggiato ad almeno 500 metri. 
Non c'è nessuno in giro.
Il sole splende forte perché ci sono poche nuvole e i suoi raggi buttano proprio contro di noi.
Mi stacco per qualche minuto dalle chiacchiere che fanno un paio di colleghe. 
Sono esattamente in uno di quei posti di cui parlavo ieri.
Niente di rilevante in giro, niente di oggettivamente bello.
Eppure...
Eppure non so perché questa situazione sembra perfetta.
Non avendo la necessità di scoprire qualcosa o di gustarsi l'atmosfera di un posto decantata e famoso, l'esperienza si trasforma e diventa altro.
Sicuramente gioca molto quell'immaginario nutrito da film, fumetti e serie tv quindi ci metto molto del mio.
Sarà perché già con 2 giorni sono entrato nella modalità confedenza coi colleghi per cui ci si comincia a prendere in giro.
Sarà tante cose insieme senza un senso compiuto ma oggi ho realizzato come stare in posto, diverso dalla routine, non legato ad un approccio turistico, riserva delle belle sorpresa.
Non è una cosa che scopro oggi ovviamente poiché ho fatto altri viaggi in passato.
La cosa diversa oggi è che forse ho occhi leggermente diversi.
Il precedente viaggio in Australia ha fatto crescere qualcosa che da tempo aspettava il momento giusto.
Quel qualcosa è la capacità di stupirsi dell'apparente ordinario.
Sia chiaro, sono lontano km da dove ho scelto di vivere quindi di per sé nulla è ordinario.
Eppure anche qui, in un anonimo posto nel sud degli Stati Uniti, posso provare un'ordinaria meraviglia.
Un ossimoro penserete.
Ma mi è venuta voglia di prendere una BMX e farmi un giro.

martedì 27 settembre 2022

Ritorno negli Usa - Giorno 2, Seneca

Oggi sono sceso verso sud, nel South Carolina.
Non ho molto tempo per girare (praticamente zeo) quindi molte delle riflessioni scaturiscono più da osservazioni mentre parlo coi colleghi o nel trasferimento tra il sito e l'hotel, con in mezzo una cena.
La prima che vorrei fare è sul rapporto tra il nostro (da italiani) immaginario collettivo e il loro.
Ogni volta che vengo qui mi guardo intorno, notando dettagli e situazioni, spesso perché mi vengono in mente cose che ho già visto nei film o letto da qualche parte.
Siamo inevitabilmente cresciuti e nutriti da questa cultura che valorizza molto ogni parte del suo territorio. Anche con un piccolo paese sperduto nella campagna si riesce a creare un collegamento con qualcosa girato in un posto simile, spesso un'opera di successo nonostante sia ambientata nel nulla. Quasi a dire che lo storie non necessitano di posti belli per essere appassionanti.
La cosa assurda è che all'opposto loro (gli americani) non sanno quasi nulla degli altri paesi se non le solite cartoline o le news dei telegiornali. Non hanno o hanno poco su cui formarsi. Pochi film o libri nostri arrivano qui. Questo accade anche con altri paesi.
Mi chiedo se questo, accompagnato da una cultura di base molto bassa, non fa sì che gli americani mostrino poco interesse verso le sfumature culturali che caratterizzano gli altri paesi. 
Se l'Australia, proprio perché lontano da tutti, porge sempre uno sguardo fuori anche per una banale necessità di sapere cosa succede, il mito americano è molto autocompiaciuto, trasformando il diverso da sé come solo esperienza superficiale e, a volte, neanche quello.
So che potrei generalizzare ma sarebbe interessante qui lcominciassero ad estendere lo sguardo al di là del proprio cortile. Non in termini turistici ma proprio come crescita cilturale.
"Guardarsi l'ombelico" è sempre qualcosa da evitare e che porta a non acquisire un punto di vista diverso che invece aiutarebbe sempre a rimodulare le proprie convinzioni e migliorare le proprie capacità.
Ogni mondo è paese. Il punto è che di mondo ce n'è uno solo quindi sarà il caso di cominciare?

venerdì 2 settembre 2022

Australia: perdersi down under - Giorno 22, Perth, again

Perth è, insieme a Pittsburgh, una seconda casa.
Ci siamo rivisti quasi tutti come all'arrivo.
Tante chiacchiere. Tante risate. Tanto tutto.
Io voglio ringraziare tutti per la loro sincera e speciale accoglienza.
Tutti i cugini primi, per le loro storie del passato in Italia e la loro vita ricominciata in Australia. Tutti contenti di vedermi e stare con me. Alcuni non li conoscevo o non li ricordavo perché ero piccolo ma sono già nel mio cuore.
Tutti i cugini secondi, nati qui, che parlano un italiano invidiabile e che sono stati subito amichevoli e col cuore aperto. Non posso elencarli tutti ma con ognuno ho provato a interagire il più possibile. Anche loro nel mio cuore.
Un ringraziamento speciale a:
Olga e Giovanni, loro li conoscevo e posso dire che nella loro casa mi sono sentito subito bene. Due splendide e simpatiche persone.
Roberto, mio nuovo amico nonché autista. Tranquillo, adoro il tuo accento abruzzese.
Annalisa, l'adoro. Ha fatto tanto organizando tutto e mi ha pure fatto vedere un sacco di maledetti canguri. Ti voglio bene. Anche a Talia, Jordan e il piccolo Mateo.
Poi c'è Linda...
Non ho parole per lei.
Ne abbiamo dette tante durante queste 3 settimane. 
È semplicemente splendida. 
Ha reso l'Australia un esperienza indimenticabile.
Siamo anime gemelli, errante in questo mondo e questa vita. Per me, un punto fermo da sempre.
Il signore dei sogni ci ha unito e noi abbiamo continuato a sognare.
Questo è tutto ciò che scriverò qui.
Il resto, per sempre nel mio cuore.
Ciao, Australia.
Chiudo un cerchio aperto decenni fa.
Sei stata bellissima e generosa.
Ora, solo lacrime di gioia

giovedì 1 settembre 2022

Australia: perdersi down under - Giorno 21, dal Victoria inizia il ritorno

Ho parlato spesso del rosso in questo viaggio.
Ce n'è tanto in giorno. Quel colore della terra è incredibile. Unito ai tramonti o alle albe poi...ti lascia senza fiato.
Ma non è l'unico colore che colpisce se si ha modo di girarla un po'.
Ovviamente c'è il blu del cielo e dell'oceano, immensi entrambi, dalle mille sfumature.
Il bianco di certe spiagge e il giallo ocra delle falesie e degli arbusti.
Un capitolo a parte merita il verde.
Tolto quello delle acacie e degli eucalipti, un po' ovunque, che risalta soprattutto nelle zone più aride, dove veramente colpisce è andando a sud, nel Victoria meridionale.
Ad un certo punto ho pensato di essere tornato in in Inghilterra, con annessa pioggerellina fine che tanto basta a sporcarti gli occhiali ma che assicura quell'acqua che in altre zone è molto ridotta.
Immagino che i coloni, un paio e mezzo di secoli fa, pensavano di trovare questo tipo d'Australia. Non è un caso che l'abbiano adattata a quel tipo di idea tanto.
Girando un po' da Melbourne verso nord e sud (per le due tappe di cui vi ho già parlato), si trovano vigneti ma soprattutto fattorie con pascoli, laghetti, torrenti, foreste. Con l'unica stranezza di incontrare canguri, willaby e koala in giro.
Un paio di tedeschi con cui abbiamo girato Uluru dicevano che effettivamente quando si pensa all'Australia questo tipo di paesaggio non te lo aspetti.
Avendo visto anche la zona di Darwin, posso dire che questo paese è molto più vario di quel che si pensi.
Nel Victoria si possono vedere e fare tante cose diverse dove decrease il senso di solitudine ma dalle distanze comunque immense (tra 12 apostoli e Melbourne ci vogliono più di 3 ore, per dire). La sua stessa capitale è molto estesa e mi e sembrata molto interessante. Un esmpio: ha un distretto di teatri in centro tipo Londra o New York ma più piccolo, quindi c'è un fermento culturale importante in un paese per forza di cose dispersivo.
Una piacevole sorpresa.
Certo non è quella parte dell'Australia che normalmente si immagina chi ancora non c'è stato, meno esotica e selvaggia ma due dei miei luoghi del cuore sono qui, quindi forse non sono obiettivo.
Del resto, perché esserlo?

mercoledì 31 agosto 2022

Australia: perdersi down under - Giorno 20, 12 Apostoli

Chi mi conosce sa la mia passione per le scogliere, soprattutto quelle che si affascinano sull'oceano rispetto ad un "semplice" mare interno come il Mediterraneo.
Il motivo non saprei spiegarlo. Forse il rumore forte dell'onde che sbattono contro le falesie; il netto taglio tra terra e mare, quasi violento; l'idea di essere un niente contro la grandezza della natura che vince inesorabile nel suo continuo mutamento.
Come vedete, i motivi possono essere tanti.
Oggi pensavo però a quando risaliva quel fascino.
Nel famoso atlante a casa dei miei generi che consultavo fin da piccolo, c'era quest'immagine.
Un posto lontano nel sud del mondo, in quello strano paese che già suscitava in me un certo fascino.
I 12 apostoli (ora solo 8, purtroppo) stavano lì, immensi e bellissimi e in qualche modo mi parlavano, dicendo di venire a visitarli.
Un giorno, risponedevo. Un giorno.
Molti non capiscono la mia fascinazione per la geografia. Per me è sempre stato un modo per stimolare la mia immaginazione, facendomi chuedere cosa ci fosse in molte zone del mondo, soprattutto quelle meno popolari ma in qualche modo esotiche.
Solo che ke immagine degli atlante erano di quelli famosi.
Oggi chiudo un cerchio, credo, col me bambino.
Ho toccato tanti posti che dentro di me avevano uno spazio ben preciso, con la loro storia immaginaria collegata.
Per me questo posto, oltre ad essere l'ultima tappa prima del lungo rientro, rappresenta anche la fine del mondo, in senso geografico.
Oggi mi sono commosso guardando verso l'oceano aperto, pensando che oltre ci fosse solo l'Antartide.
Questa non è una zona soffice ma rappresenta la conclusione di un percorso mentale, emotivo ed esperenziale difficile da condividere.
Sono rimasto lì per un po', in silenzio e al freddo, prima di fare il turista con video e foto annesse.
Sono scese le lacrime e il forte rumore delle onde mi ha messo i brividi.
Rimasto senza parole, ho ringraziato Dio, la natura e l'universo per avermelo lasciato fare.
Alla fine del mondo, invece di perdersi ci si riconnette.

martedì 30 agosto 2022

Australia: perdersi down under - Giorno 19, Hanging Rock

Esistono posti che scopri e diventano le tue "zone soffici", luoghi dove ami tornare perché lì ti senti a posto ma che non conoscevi prima.
Ce ne sono altri di cui hai sentito parlare tanto o visto nei film, ai quali sei legato perché in qualche modo hanno avuto la capacità di suscitarti emozioni.
Poi c'è questo.
Picnic a Hanging Rock è stato un film basilare per me. Al di là del mistero di cui parla la storia, è quella sensazione che mi ha suscitato a farmelo amare alla follia.
La forza di quella sensazione sta proprio nella sua indefinibilità. Mi è capito di rivedere recentemente film e serie tv (il libro completo e difficile trovarlo se non in inglese), proprio in relazione a questo viaggio.
Anzi, questa era una tappa fondamentale che in qualche modo ne definiva il contenuto: perdersi tra rocce millenarie, in cerca di una libertà che è inquietudine e istintività nello stesso tempo.
Quella storia credo che mi rappresenti più di tante altre e ritrovarsi lì dopo più di 25 anni è stato emozionante.
Con la musica del "Flauto di Pan" nelle orecchie, quei cunicoli tra le rocce esprimevano perfettamente la mia costante ricerca di me stesso, tra labirinti naturale, rocce scivolose e pochi punti per orientarsi.
Sono stato preso in giro da molti australiani per questa tappa ma molti di loro non c'erano mai stati.
Ci sono luoghi molto più democraticamente suggestivi in Australia ma questo per me era un punto fermo.
Non una zona soffice ma un (il?) teatro della mia anima. Non facilmente comprensibile agli altri ma molto chiaro a me.
Miranda non c'era ma oggi ci sono stato io per un po'.
Chissà, magari ora si chiude un cerchio e se ne apre un altro.

lunedì 29 agosto 2022

Australia: perdersi down under - Giorno 18, da Alice Springs a Melbourne

Tornando a parlare di distanze ma soprattutto di cambiamenti, spostarsi da Alice a Melbourne vuol dire un altro modo di vedere la vita.
Se ad Alice si sta in mezzo al niente ma in fondo con tutte le comodità vedere dalk'aereo il deserto, poi i laghi salati prosciugati, per essere coperti dalle nuvole e vedere tutto quel verde simile ma diverso dall'inghilterra, con annessa pioggia finissima, beh, tutto questo è strano ma forse spiega molte cise sugli australiani.
Anche questa sera cena con amici di Linda ed è chiaro come qui, spesso, la necessità di muoversi nello stesso paese ma in contesti assolutamente diversi sia una cosa quasi necessaria.
Non sembrerebbe tanto diverso dagli americani ma acquista una sfumatura più...estrema e allo stesso tempo naturale.
Lavorare significa muoversi e tutto può accadere. Come conoscere uno scozzese e decidere di stabilirti (?) per dove ti pare e poi decidere di spostarsi.
Non vuol dire che è semplice farlo sempre e non tutti lo fanno qui ma forse la vita è meno problematica di quanto si pensi, in termini proprio pratici.
E qui la praticità è alla base di tante cose.
Il ragionamento è molto sfaccettato e non so se riesco a focalizzarlo bene.
Parlare con tante persone e soprattutto ascoltare ha reso questa vacanza diversa dalle altre proprio perché più immersiva nella cultura del momento, al di là dei posti fantastici in cui sono stato.
Ne sono grato.

domenica 28 agosto 2022

Australia: perdersi down under - Giorno 17, King's Canyon e ritorno ad Alice Springs

Oggi ho visto il paradiso terreste.
O, meglio, un post chiamato Garden of Eden.
Immaginate questo.
Dopo una bella passeggiata con vista sull'alba (dopo aver visto il primo canguro) abbiamo continuato il percorso.
Una piccola deviazione portava nel luogo del titolo.
Mentre stavamo arrivando, ci troviamo davanti una piccola polla d'acqua scavata nel canyon (in realtà un gorge). Una giovane madre stava sulla spiaggetta di roccia col suo neanato seconfo vicino a lei.
C'era un silenzio speciale lì. Un piccolo di paradiso.
Poco dopo siamo rimasti da soli e il tutto diventava ancora più magico.
Ecco, quella è diventata un'altra zona soffice, quei posti dove la realtà e il sogno si confondono, dove tutto converge e sentiamo parlare a noi stessi.
Posso dire con assoluta certezza che cerco quei posti nei miei viaggi.
Non si tratta di mettere tacche su una lista di luoghi da visitare.
Si tratta di cercare quei luoghi, naturali o antropizzati, che mi parlano direttamente senza parole.
Lì so fermarmi e ascoltare.
In alcuni, cerco di tornarci spesso, se posso.
In questo non so mai se lo rivedrò ma sicuramente fanno parte della mia lista.
Zone di connessione che legano la parte razionale e quella istintiva.
Tutto in un silenzio naturale.
Contemplativo.

Fuori programma. Visita al cratere di un meteorite che fa il paio con la vista della via lattea del giorno prima.
Tutto torna legandosi, tra Dio, l'universo e le mie emozioni.


Australia: perdersi down under - Giorno 16, Monte Olga, Kata Tjuta

Una delle "pecche" di Uluru (ma va detto che è il suo fascino, dopotutto) è che non è possibile penetrarvi se non per qualche gorge. 
La visita alla montagna vicina, a forma di diverse teste, mi ha permesso di fare una cosa che sognavo di fare da tanto tempo: perdermi nell'outback, da solo con i miei tempi.
Inutile dire che l'esperienza ne è valsa la pena.
Ovviamente ho seguito un sentiero tracciato in sicurezza.
Il punto è che arriva un momento in cui vuoi stare da soli e riordinare i pensieri.
La cosa era necessaria per le tante esperienze accumulate e le tante questioni problematiche portate con me con cui ognuno di noi ha a che fare nella vita.
Questa passeggiata, come altre in posti meno estremi e lontane, è stata rigenerante, grazie anche al paesaggio che non mancherò mai di ricordare come pieno di cose nel suo esteso e apparente nulla.
Non ho risolto tutto ma il punto è che il cervello ha avuto modo di risistemarsi.
Tante cose sono successe qui, tutte piene di energia, a volte primigenia, altre volte umana.
Essere nel centro geografico del nulla e vedere la sera con estrema chiarezza la Via Lattea ti fa semplicemente sentire pieno di potenzialità ed energia.
Tutto questo passa inevitabilmente ma quello che credo non passi mai è quell'assetto mentale, quelle sensazioni che sono uscite.
Come condiviso stasera con Linda, dalla Terra all'universo in un solo giorno.
Emozionante.