domenica 20 settembre 2026
Tra le nebbie a strapiombo sull'oceano - Giorno 5, Streymoy e Kalsoy, seconda e quarta isola. Volo libero
Nell'ottica di incrociare cose da vedere e tempo atmosferico, torniamo a Streymoy per fare la "crociera" delle scogliere dell'isola con possibile avvistamento delle pulcinelle di mare (purtroppo già emigrate chissà dove).
Nella fattispecie, la zona marina di Vestmanna è famosa per avere punti dove si possono vedere le nidificazioni degli uccelli atlantici.
Inutile dire che anche questo "lato" si rivolge verso ovest, con tutto quello che implica detto nel post precedente.
Il resto della giornata si trasforma in una quasi corsa per andare nell'altra isola di Kalsoy e raggiungere il faro a strapiombo sul mare.
Altri due momenti intensi e meritevoli di attenzione.
Nel primo caso, è impagabile poter entrare all'interno di un'insenatura con un faraglione che ricorda un elefante e trovare una cascata che sfoga direttamente sul mare e in contemporanea il volo ipnotico di tante specie di uccelli in ogni direzione. In volo libero.
Sarà forse che per la prima volta in questo viaggio l'aspetto "stacco" tra terra e mare l'ho visto dal mare anziché dalla terra mi ha donato una prospettiva diversa.
Le miriadi di nidificazioni propense verso l'esterno e anche solo l'idea di vedere cosa accade subito dopo l'abbandono della terra ferma lascia senza fiato.
L'aggiunta, paradossale va detto, di vedere persone che si arrampicano su una scogliera per recuperare le pecore "incastrate" in alcune punti mi regala la possibilità di vedere come una cosa apparentemente senza senso pratico diventi una necessità all'interno di un equilibrio locale che normalmente non sarebbe mai venuto in mente.
L'erba del vicino è sempre più verde (e buona, sembra), vale anche qui. Per le pecore pregiate e per gli uomini che le allevano.
La gita in barca permette di vedere il mondo marino da dove inizia e immancabilmente ho guardato verso il mare aperto, ben sapendo che oltre ad essere affascinante e tremendamente pericoloso.
Nel pomeriggio, arrivando sulla scogliera col suo faro, la prospettiva è da un altro punto di vista, inquadrando però quasi gli stessi posti.
La cosa unica (forse) di questo arcipelago è la possibilità di vedere gli stessi luoghi da molti punti diversi e non averne mai abbastanza.
Qui c'è il faro di Kallur che guarda a metà tra nord e ovest, introducendo l'altro punto cardinale fondamentale a queste latitudini.
Ne parlerò più avanti.
L'isola di Kalsoy ha pochissimi abitanti ma comunque presenti ed una specie di sigaro con una serie di cime che formano una specie di baguette, terminando appunto con il promontorio del faro.
Ci siamo arrivati prima in traghetto e poi in autobus e infine a piedi, rendendo il percorso quasi iniziatico e arricchendo l'esperienza.
Ovviamente, il vento, la pioggerellina, le nuvole e gli sprazzi di sole si alternavano quasi a non farti mancare nulla di quello che questo luogo più offrire.
Mentre ovviamente le pecore brucano lì intorno osservando distanti le persone che si affanno a raggiungere la cime del promontorio.
















Incredible fra
RispondiEliminaSpiegazioni che chiariscono perfettamente il tutto e sembra di esserci personalmente. Interessanti i luoghi, interessante l'autore o scrittore che riesce ad esaltare con chiarimenti ben precisiiposti......
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